«CIRCUS - Britney Spears» la recensione di Rockol

Britney Spears - CIRCUS - la recensione

Recensione del 05 dic 2008

La recensione

Che la vita di Britney Spears sia un circo non è in discussione. Ma la musica?
Il sesto disco di studio della cantante arriva a poco più di un anno da "Blackout", il disco del ritorno sulle scene dopo le varie tragedie mediatiche, in parte continuate anche nei mesi a venire. Il disco non ebbe grande fortuna critica, anche per alcune apparizioni televisive imbarazzanti (gli MTV Awards), che almeno questa volta si è premurata di non ripetere, o quantomeno di ripetere in modo più controllato. Evitate anche, per fortuna, le imbarazzanti immagini del libretto (Britney discinta sulle ginocchia di un prete, roba così...), che questa volta è semplicemente e inevitabilmente circense.
Già, ma la musica: è capitato di dirlo altre volte, ma Britney Spears ha perso il senso della canzone pop, e da ben prima di tutte le vicissitudini personali. “Circus” è l’ennesimo disco di pop danzereccio che strizza l’occhiolino, anzi tutti e due gli occhi, ai ritmi spezzati da club. In alcuni casi con risultati divertenti, come “Mmm papi”, in altri quasi melodici (“Radar”) in altri semplicemente a-melodici, senza costrutto (come “Mannequin”).
Il problema di questi dischi è, al solito, l’iperproduzione, che qua si evince dal fatto che alle 13 canzoni hanno messo molteplici mani diverse, e che sembra ci sia una gara tra i vari produttori a chi colora le canzoni con più effetti speciali. Il lavoro migliore lo ha fatto Guy Sigsworth (Bjork, Alanis Morissette), che prodotto due dei brani più “normali”, le ballate “Out from under” e “My baby”.
Tant’è: pare che Britney si sia rimessa, perché a questo disco seguirà un tour; sicuramente lavorare le farà bene. Ma la sua musica si è rimessa? E le nostre orecchie, dopo questo disco?

(Gianni Sibilla) .

TRACKLIST

02. Circus
05. Shattered lights
08. Blur
12. My baby
13. Radar
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