«GIGLIO - Tricarico» la recensione di Rockol

Tricarico - GIGLIO - la recensione

Recensione del 26 mar 2008

La recensione

"Giglio" di Tricarico non è un capolavoro. Non ci vuole molto a capire che non entrerà a fare parte delle pietre miliari della musica italiana. Se è per questo non sarà mai nemmeno ritenuto un album di tendenza da sfoggiare nell'iPod.

Questa breve premessa è per mettere a tacere chi non si spiega il successo di questo artista. Rimane però il fatto che Tricarico, in questo album, riesce ad aprirci un mondo, il suo mondo fatto di brani che riescono ad essere spensierati e allo stesso tempo riflessivi: si passa da parole nostalgiche e mature come quelle de "Il mio amico" (dove per via della melodia e della voce ricorda molto Adriano Celentano), a frasi ingenue e scanzonate come quelle di "Oroscopi" e "Libero". "Fili di tutti i colori" sembra essere scritta da un bambino, come "Pomodoro", bellissima marcetta ricca di fiati che esprime al meglio i veri dubbi della nostra esistenza: "Com'è che se io mangio un'insalata non divento un'insalata?".
Francesco racconta con una semplicità assoluta e con leggera ironia le cose belle della vita: la voglia di cambiare e di imparare dagli errori del passato ("Un'altra possibilità"), un amore unico e l'attesa di un bimbo ("Eternità"), un incontro che cambia la vita ("Gigliobianco"), oppure il rischio di lasciarsi andare ai sentimenti ("Cosa vuoi adesso?").
L’episodio più felice dell’intero album è però "Ghiaccio" che con un ritmo incalzante, delicato e travolgente diventa pian piano una canzone piacevole da sentire e risentire.
Perché quindi non è un capolavoro? Perché capolavoro lo si dice di un altro genere di dischi, lo si utilizza con un altro genere di artisti. Sta di fatto che oltre a "capolavoro", ci sono decine e decine di aggettivi altrettanto qualificanti, come i più inflazionati "geniale" ed "ispirato" e i più semplici "bellissimo" ed "emozionante".
Per questo disco teniamo buoni due di questi aggettivi. Ispirato perché il filo conduttore di tutti e undici i brani ("Vita tranquilla" ne è l'emblema) è l'idea del mettersi in gioco senza problemi e prendere le cose come vengono senza cercare una spiegazione.
Emozionante perché ogni canzone è un piccolo tesoro da trovare e custodire, e perché di ritornelli con una melodia così immediata ed accattivante, che si aprono di continuo in un bel crescendo dando pieno fiato alla canzone, se ne trovano pochi.
Vogliamo adesso parlare del fatto che Tricarico a Sanremo non abbia preso una nota che fosse una e che anche sul disco ogni tanto stona? No, non ne vogliamo parlare.

(Daniela Calvi)

Tracklist:
“Oroscopo”
“Vita tranquilla”
“Eternità”
“Un'altra possibilità”
“Pomodoro”
“Cosa vuoi adesso”
“Ghiaccio”
“Fili di tutti i colori”
“Il mio amico”
“Gigliobianco”
“Libero”
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