«DIG, LAZARUS, DIG!!! - Nick Cave» la recensione di Rockol

Nick Cave - DIG, LAZARUS, DIG!!! - la recensione

Recensione del 29 feb 2008 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Strano a dirsi, ma dall'ultimo album di Nick Cave con i Bad Seeds sono passati tre anni e mezzo: “Abattoir blues - The lyre of Orpheus” è dell'estate 2004. Eppure, nel frattempo Nick Cave non è stato fermo un attimo: un cofanetto di rarità, un DVD dal vivo, due colonne sonore e il disco con i Grinderman.
Sarà per questo che non c'è effetto sorpresa. Ma non c'è neanche effetto saturazione: Nick Cave è uno dei pochi artisti contemporanei capaci di produrre ai ritmi di una volta (un disco all'anno e più) senza cali di tensione.
Detto questo, “Dig, Lazarus, dig!!!” può essere letto in modo diametralmente opposto. Un capolavoro o un disco di routine, insomma. E probabilmente sono letture entrambi valide. Perché è vero che questo disco tenta un nuovo approccio musicale: è stato scritto pensando alla chitarra (ad un'acustica ritmica, come ha precisato lo stesso Cave nel suo recente passaggio italiano – vedi news), eliminando volutamente il piano. Ma è anche vero che il risultato non è poi così diverso da quello che uno si può aspettare: sulle chitarre Cave e i Bad Seeds hanno costruito un tappeto sonoro "noise" che richiama il Cave più aggressivo. Siamo lontani dalle violenze sonore dei primi album, e anche da quelle più recenti dei Grinderman, ma non poi così tanto, almeno nell'approccio.
“Dig, Lazarus, dig!!!”, così prende canzoni quasi pop come “Albert goes west” e “Today's lesson” e le nasconde – nel primo caso sotto un tappeto di chitarre elettriche, nel secondo caso dietro una struttura irregolare. Oppure costruisce canzoni meno immediate nella struttura, ma con meno rumori come “Hold on to your self”.
Il risultato è notevole. Grande come praticamente ogni cosa scritta da Nick Cave e incisa con i Bad Seeds. Però.
I “però” potrebbero essere tanti: si sente la mancanza delle ballate; si sente la mancanza del piano; si sente la mancanza di un guizzo. Ognuno può mettere il suo “però”. Ricordandosi che solo ad un grande artista, ad uno che produce dischi mai meno che belli come questo “Dig, Lazarus, dig!!!”, si possono fare obiezioni di questo genere. Agli altri non vale neanche dire qualcosa.

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