«THE BOOK OF SECRETS - Loreena McKennitt» la recensione di Rockol

Loreena McKennitt - THE BOOK OF SECRETS - la recensione

Recensione del 01 gen 1998

La recensione


Sbaglia di molto chi accomuna la musica e l'arte di Enya e di Lorena McKennit soltanto in virtù di voci e atmosfere eteree, o per i comuni riferimenti al mondo pan-celtico. In realtà se Enya si muove maggiormente a suo agio in una dimensione onirica frequentata prevalentemente da sintetizzatori e da melodie dolci e flautate, Lorena McKennitt affronta lo stesso mondo da una prospettiva totalmente opposta. Se Enya di quel mondo è la fotografia in positivo, spesso però dai colori sbiaditi o troppo poco impressionati, la McKennitt è a suo agio nel negativo della pellicola, nel latob esoterico di questa musica, in quanto vi è di non detto. Non a caso la sua ispirazione trae spunto da viaggi reali, e non soltanto immaginati, da libri letti e non soltanto sognati: è forse sin troppo didascalica in questo, la arpista e cantante canadese, visto che poi alla fine sembra scrivere una canzone per ognuno degli argomenti cui si appassiona, ma tant'è: un viaggio in Cina le permette di scrivere "Marco Polo", una attraversata della Siberia in treno la aiuta a scrivere "Night ride across the caucasus", il mistero e il fascino di Venezia sono racchiusi ne "La Serenissima", mentre la poesia "The Highwayman" di Alfred Noyes dà vita la brano omonimo. In tutto ciò vi chiederete cosa fa la McKennitt, oltre a viaggiare e a prendere spunto quà e là da quanto le succede: fa molto, vi rispondiamo, e cioè trasforma i molteplici input in musica. Musica affascinante, suggestiva, realizzata scegliendo gli strumenti con accuratezza, badando alle dinamiche complessive del suono: qui una tabla, lì un organetto, qui un eco nella voce e li un arrangiamento di archi e il disco si srotola come un tappeto antico e magico, capace di ricreare suoni e atmosfere di un altro tempo. C'è in Lorena McKennitt, nella sua musica, questa forte dipendenza dalla Storia, questo sentirsi parte di un cammino che proseguirà e che ci porta per forza di cose a voler sapere come ha vissuto chi su questo mondo è passato prima di noi. Concetti pesanti, forse, ma espressi in modo assai più immediato da una musica che è sempre piacevole da ascoltare e che lascia comunque qualcosa in dono.

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