«PIANISSIMO FORTISSIMO - Perturbazione» la recensione di Rockol

Perturbazione - PIANISSIMO FORTISSIMO - la recensione

Recensione del 16 mag 2007

La recensione


di Daniela Calvi

I Perturbazione non sono per tutti: se vi prendete troppo sul serio e siete poco ironici, lasciate perdere. Se siete troppo razionali e poco romantici, non fa per voi. Se date importanza solo alla musica e poco peso alle parole, girate al largo.

Dopo questa breve premessa non rimane molto da dire. I Perturbazione sono uno dei pochi gruppi italiani in grado di fare del pop fuori dall’ordinario. Incisive le melodie, ottimi gli arrangiamenti, travolgenti le parole: insomma, in questo quinto album della band torinese, “Pianissimo fortissimo”, c’è tutto il piacere di fare e scrivere musica.
I Perturbazione ci avevano già dato un assaggio di come sarebbe stato questo album con “Un anno in più” (“Volontà dove sei quando incontro gli occhi suoi?”), brano scaricabile solo il giorno di San Valentino dal sito Internet del gruppo, inserito poi anche nel disco. Le altre nove tracce ospitano canzoni spensierate, come il singolo “Battiti per minuto” e “Controfigurine”, ma anche brani più introspettivi come “Qualcuno si dimentica” e nostalgici come la bellissima “Leggere parole”.
Arricchita dai cori di Manuel Agnelli degli Afterhours, “Nel mio scrigno” è senza dubbio la canzone più “internazionale” dell’album con un buon arrangiamento rock, e un testo cinico ed ironico (“Però invecchiare insieme a me dev’essere un’idea terrificante”). “Brautigam (Giorni che finiscono)” deve invece a basso e batteria un’atmosfera poliziesca che rende il brano intenso ed efficace, grazie anche al crescendo di archi e voce sul finale. Diversamente, “Casa mia”, è la canzone meno immediata del disco: la melodia già sentita troppe volte rende distratti i primi ascolti, ma dopo diversi passaggi si rischia di non poter più fare a meno del ritornello.
Si intitola “On/off” – sorella maggiore di “Se mi scrivi”, primo singolo estratto del precedente disco “Canzoni allo specchio” – la canzone che invece dimostra come in pochi possano raccontare le illusioni e le incertezze di una storia d’amore con semplicità e magia, senza cadere nel banale: “C’è un lampione che si accende proprio sotto casa tua, quando passo nella notte, forse è un caso o forse no. Sembra tutto fatto apposta per scommettere su te e, se mai restasse spento, farei finta che non c’ho creduto / Le canzoni, i sogni, e i segni sembra parlino per noi / Se qualcuno avesse scritto il nostro seguito o la fine, spengo il buio della sera, smetto di pensarci su”. L’attacco spensierato, la voce morbida, i cori divertenti che solo i Perturbazione sanno fare, rendono “On/off” una delle punte di diamante di questo il disco.
L'album si chiude con “Giugno dov’eri?”: bellissima e struggente poesia (“Vento tiepido soffiami mia, sono sogni miei queste rondini.. giugno, ti prego, portale l’anima mia”) che con la delicatezza di pianoforte e archi, e la dolcezza della voce di Tommaso che entra nelle orecchie e arriva giù fino allo stomaco, lascia l’ascoltare “steso.. immobile”.
In conclusione “Pianissimo fortissimo” è forse l’album più maturo della band di Rivoli, che si conferma nel panorama italiano come uno dei gruppi più interessanti degli ultimi anni, e come speranza per un futuro ancora migliore: perché non importa che questa perturbazione sia in circolo, allo specchio, che vada pianissimo o fortissimo.. l’importante è che arrivi. Sempre e comunque.

TRACKLIST

07. On/off
08. Brautigam (Giorni che finiscono)
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