AMERICANA

Columbia (CD)

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Forse è troppo tardi per tornare indietro, al momento in cui Offspring e Green Day sono venuti fuori e tutti (critica e pubblico) si sono buttati dietro questi ultimi, per quanto i loro limiti fossero evidenti ancora prima di "Nimrod". Ma se non è troppo tardi, bisogna fare ammenda e stabilire che gli Offspring sono molto più degni di marciare alla testa del rock alternativo - di quel che ne è rimasto. "Americana" è un carnevale pieno di sorprese a velocità smodata: come la Death Mobile di Animal House, l’auto pirata degli Offspring corre senza una direzione e naturalmente senza freni ("No brakes"), svoltando continuamente, spinta dal sano, primordiale impulso a correre. "Walla walla" e "End of the line", ma soprattutto una cover sparata di "Feelings" (sì, proprio il classico da pianobar), tentano un aggancio agli assalti sonori dei primi Dead Kennedys (quelli che compivano analoga operazione con "Viva Las Vegas"). "Pretty fly" è un virus ironico alla Beastie Boys mandato contro le radio, "Why don’t you get a job" è l’allegra "Obladi-oblada" dei disoccupati. C’è anche spazio per una suite, "Pay the man", e la dedica di "The kids aren’t alright" a tutti quelli che, non essendo "morti prima di invecchiare" come si auguravano, sono alla ricerca dei nuovi Who. Pochi fronzoli, chitarra elettrica e voce in primissimo piano, e tanta buona lena. Che va premiata con un bel voto alto. Ci sbilanciamo: altissimo.

Tracklist:

Intro
Have you ever
Staring at the sun
Pretty fly (for a white guy)
The kids aren’t all right
Feelings
She’s got issues
Walla walla
End of the line
No brakes
Why don’t you get a job?
Americana
Pay the man