«VOLUME 4 - Joe Jackson» la recensione di Rockol

Joe Jackson - VOLUME 4 - la recensione

Recensione del 04 mar 2003

La recensione

“Il rock è conservatore, è maschilista e insulta l’intelligenza del pubblico”, tuonava il Joe Jackson dei primi anni ’80 – era l’epoca del meraviglioso “Night and day” – dalle colonne dei maggiori giornali musicali del tempo. C’è da scommettere che la pensa così anche oggi. E che, perfidamente malizioso com’è, si sia divertito un mondo a rimangiarsi la parola data e spergiurata, rimettendo la spina alla formazione degli esordi, il quartetto tutto nervi ed elettricità che tra il 1978 e il 1980 (15 dicembre, in Olanda, l’ultimo concerto) scorrazzò in lungo e in largo per il continente e anche oltreoceano. Un piccolo tuffo nella nostalgia, ad un musicista che in venticinque anni di carriera ha anticipato il revival dello swing e dell’afrocubano, che ha intuito le potenzialità del crossover flirtando col jazz e con la musica colta, lo si può anche concedere: anche perché, neanche da metterlo in dubbio, lui è il primo a prendere il tutto con leggerezza e il dovuto ironico distacco. Collocato in questa prospettiva, “Volume 4” (quattro, perché viene dopo “Look sharp!”, “I’m the man” e “Beat crazy”) non delude le aspettative ed è persino meglio di quanto ci si potrebbe aspettare: a Joe e al suo trio sono bastati pochi concerti di riscaldamento, lo scorso autunno, per ritrovare affiatamento, e oggi suonano esattamente come allora, solo un po’ più sgamati ma con i muscoli guizzanti da ventenni. Identica la formula, un rock schizzato, conciso e melodico, senza fronzoli e (quasi) senza assoli, con la voce di Jackson, il rullante di Dave Houghton e il dinamicissimo basso di Graham Maby in primo piano nel missaggio. Quasi uguale il menù musicale, appena insaporito dalla sapienza melodica ed armonica che Jackson ha accumulato nel frattempo: e l’inglese emigrato a New York deve aver fatto uno sforzo non indifferente per tenersi a freno, scegliendo sempre la strada più spiccia e immediata per compiere il percorso breve della canzone pop.
Un piacevole senso di déjà vu, per chi ha avuto modo di ascoltare il vecchio repertorio in “tempo reale”, si materializza soprattutto in quella fetta di disco che privilegia i tempi veloci, tra i coretti di Maby, i battiti implacabili di Houghton e gli accordi secchi della chitarra elettrica di Gary Sanford, elemento aggiunto alla sezione ritmica. “Little bit stupid”, per esempio, rimanda diritta ai tempi in cui lui, l’allampanato Joe, dominava la scena con Elvis Costello e Graham Parker, sul versante new wave figlio diretto di beat e pub rock: ciondolante, spigolosa e con quell’aria strafottente che si conviene. “Bright grey” è della stessa pasta di “Got the time”, convulso ed eccitante epilogo al primo album del 1978. “Fairy dust”, chitarra fuzz e ritmo funky, va un po’ oltre, intercalata da stop and go di stampo jazzistico e da un effluvio pianistico che ai tempi la band non si sarebbe probabilmente permessa. Ma siccome il tempo non è passato del tutto invano, altrove i rimandi sono ancora più forti. qualcuno (più giovane) potrà scambiare “Dirty martini” per un pezzo degli Smashmouth. E “Thugz r us”, ska punk con tanto di melodica d’ordinanza, è una citazione quasi in fotocopia dal vecchio repertorio: andate ad ascoltarvi “Pretty boys” da “Beat crazy”, e verificate di persona. Canzoni, tutte quante, che verseranno nuova benzina sul fuoco delle esibizioni dal vivo (una data annunciata anche in Italia, a maggio), mentre ballate melodiche come “Chrome”, “Blue flame”, “Still alive” (dall’arpeggio byrdsiano) e “Love at first light” sono un massaggio piacevolissimo per le orecchie: quando la chitarra cede spazio al pianoforte, il modello di riferimento sembra diventare la “day side” meditativa di “Night and day”, il tuxedo riposto nell’armadio, il cappello e il bicchiere di whisky sul piano a coda e “sentimental mood” in libertà.
A volte suona un po’ come una pellicola in bianco nero appena colorata in post-produzione, questo “Volume 4”: stilizzato come un gangster movie di Guy Ritchie, il regista marito di Madonna. Una foto ricordo da un’Inghilterra che non c’è più, ancora schiumante di febbre, musica e giovani talenti dopo la marea punk. C’è la musica di allora, riprodotta nei dettagli e aggiornata il minimo indispensabile. Ma è cambiato quello che gli gira intorno, a dispetto del talentaccio camaleontico e menefreghista del Nostro, e viene ogni tanto da domandarsi il senso ultimo dell’operazione. Proviamoci: Jackson, che solo un paio d’anni fa si chiamava fuori per sempre dal mercato del pop, trarrà probabilmente giovamento da questo album di ricordi giovanili, recuperando magari la stringatezza e il senso della misura perduti tra esperimenti cameristici e sinfonie. Ci è già riuscito, in parte, con il controverso ma affascinante “Night and day II”. Anche quello (coincidenza?) era un sequel: e il problema, semmai, è che i seguiti sono condannati a non ripetere la magia dell’originale. E che Jackson, abituato a rischiare e magari a sbagliare in beata incoscienza, stavolta è voluto andare sul sicuro.
(Alfredo Marziano)

TRACKLIST

04. Chrome
05. Love at first light
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.