«CLOSET MERAVIGLIA - Cesare Basile» la recensione di Rockol

Cesare Basile - CLOSET MERAVIGLIA - la recensione

Recensione del 19 gen 2002

La recensione

“Meraviglia”: fascicolo dove i detenuti fanno raccolta di donne nude, di foto pornografiche o disegni osceni e che viene affittato, di solito, contro pagamento di sigarette.
Ecco spiegata la chiave di accesso ai tredici brani scritti da Cesare Basile, artista catanese arrivato alla terza prova come solista e aiutato in quest’occasione da Hugo Race (Nick Cave & The Bad Seeds, True Spirit) per la direzione artistica e da John Bonnair (Dead Can Dance) per l’arrangiamento degli archi.
Il mondo in cui si immerge Basile in questa sua nuova avventura discografica non è prettamente quello carcerario, ma un luogo fantastico che appartiene a donne favolose ed eccitanti create dall’immaginazione malata di uomini troppo soli.
I toni sono prevalentemente cupi e noire; le orchestrazioni scritte da Bonnair, che avvolgono le essenziali melodie, sembrano rubate a qualche spy story degli anni ’50; un procedimento molto simile a quello portato avanti dai Portishead, ma che Basile fa proprio, incastonandoci un cantato dolce, mai troppo in evidenza. Canzone per canzone, brano per brano, pagina dopo pagina, si procede per astrazione; dalle foto ormai rovinate di questo albo, l’immaginazione maschile crea dei prototipi femminili fantastici e sognanti.
“Sembra che navighi/ ebbra di lucciole/ lungo la via/ semidea/ ciondola/ in spalla ad una città/ di uomini/ che si fanno compagnia” canta Basile in “Candelaio”, introducendoci in questa galleria impossibile. Se “Occhi nudi” ci racconta di un incontro in un bar simile a quello dipinto dal pittore Edward Hopper nel celebre “The nighthawks”, la “Nostra signora dei coltelli” ci porta il ritratto malato di una nobildonna sola in quel di Belgrado (i fiati sono suonati da Roy Paci).
A farci compagnia arrivano poi i “Baci di frisia”, la “Suonatrice di hammond” e “Venere”, ed assieme a loro la convinzione di non riuscire più a vedere quel mondo da distante, ma di essere i registi di ogni singolo fotogramma.
Così, le eteree signore create dal musicista catanese fanno ormai parte della nostra immaginazione, donando a noi lo spunto per mille nuovi sogni e a lui molte altre sigarette.



(Giuseppe Fabris)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.