20

Black Out (CD)

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Doppia celebrazione per gli Africa Unite, che celebrano contemporaneamente il loro ventesimo compleanno e il ventennale della scomparsa di Bob Marley. Per uno strano caso del destino, quando nel 1981 il Re del Reggae moriva, la band di Bunna e Mada muoveva i suoi primi passi nell’allora scarna scena reggae italiana. E’ come se gli Africa Unite avessero raccolto dal grande Bob una specie di eredità artistica, un “passaggio di consegne”. E ora i rasta di Pinerolo rendono il giusto omaggio al Maestro rielaborando e interpretando magistralmente alcune delle sue canzoni. I brani sono eseguiti in ordine cronologico, dal primo singolo “Judge not” a “Redemption song”, con un’unica eccezione per “War” (del 1976) messa alla fine per una pura questione “estetica”, e coprono un periodo che va dal 1961 al 1980. Le cover mostrano un notevole lavoro di riarrangiamento e sono elaborate dalla band piemontese con classe e competenza, dal rocksteady di “Judge not” ad una addolcita “Concrete Jungle” che affianca chitarra acustica, archi e drum machine con un equilibrio perfetto. “Rebel music” e un’effettata “Crazy baldheads” sono più vicine al soul, mentre “Waiting in vain” mantiene una maggiore tendenza rootsy ed è qui resa con differenti sfumature melodiche. Stravolta “Is this love”, con un intro elettronica e parecchi effetti al suo interno, e più cadenzata “Ambush in the night”. Se “Bad card” è per metà semiacustica, “Redemption song” subisce il procedimento inverso e viene elettrificata in una versione poppeggiante. Il disco si conclude con un remix elettronico di “War”, abilmente rimaneggiata dalle macchine di Mada.
Personalmente non amo i tribute-album, ma questo “20”, oltre ad avere un senso che ne giustifica l’esistenza, mostra una rielaborazione intelligente del materiale selezionato e costituisce l’ennesimo esempio del valore di questa band, che ha aperto la strada al movimento reggae italiano e tuttora contribuisce in maniera determinante a tenerne alto il livello qualitativo. A ciò contribuiscono la presenza di Stena dei reggae National Tickets e del quintetto Archi Torti.

(Diego Ancordi)