«ALL FOR YOU - Janet Jackson» la recensione di Rockol

Janet Jackson - ALL FOR YOU - la recensione

Recensione del 25 giu 2001

La recensione

Janet Jackson ci aveva promesso la testimonianza della sua ritrovata serenità e gioia di vivere per questo nuovo album. Dopo le buie atmosfere di “The velvet rope” (complice il naufragio del suo matrimonio con Renè Elizondo Jr. e le annesse complicanze legal-finanziarie), la Jackson si è presa una pausa, per ritemprare il fisico, uscire dalla depressione, raccogliere un po’ di premi qua e là, interpretare un film, collaborare con Busta Rhymes, Blackstreet, Shaggy e chiudersi di nuovo in studio con la solita dinamica coppia: Jimmy Jam & Terry Lewis. Ormai sono oltre quindici anni che la cantante-attrice si fida solo di loro e con loro ha costruito la sua reputazione, oltre che seguire un percorso stilistico che dal suo debutto dei primi anni ’80 l’ha portata a diventare una diva e una macchina infallibile di successi di classifica, soprattutto da “Control” del 1986 sino a questo nuovo capitolo. Ma c’è un inedito ingresso nel suo entourage, ovvero Rockwilder, che qui troviamo alla co-produzione di “Feels so right”, “Trust a try”, “Would you mind”, “You ain’t right” e “Come on get up”.
“All for you” è un album felice, a tratti con una punta di veleno, l’espressione di una donna matura e arricchita, nel bene e nel male, dalle proprie esperienze personali, ma che non si piange più addosso. Già il singolo “All for you” ne ha anticipato lo spirito (complice il festoso sample da “The glow of love” dei Change del 1980, cantato all’epoca dal suo amico Luther Vandross) con la sua innocente storia di ragazze intente a divertirsi e soprattutto a rimediare un bel ragazzo, che sappia distinguersi e soprattutto cogliere l’attimo. La storia ha un suo seguito nella successiva “Come on get up”, decisamente orientata verso ritmiche dance. Da questo momento in poi l’atmosfera si scalda, diventando sensualissima, partendo da “When we oooo”, sino a giungere a “Would you mind”, ballate dapprima intrise di romanticismo e via via sempre più sexy e dirette nel linguaggio. Questa parentesi si chiude però brutalmente passando da “Trust a try” a tinte rock per esplodere in “Son of a gun (I betcha think this song is about you)”, canzone che trae ispirazione dalla popolare “You’re so vain” di Carly Simon (la quale contribuisce qui in prima persona, lanciandosi in un rap). “Son of a gun” fa trapelare un chiaro riferimento alle vicende della Jackson con il suo più recente ex marito Renè Elizondo Jr. (il primo matrimonio fallito risale alla metà degli anni ‘80 con James DeBarge), fatte di richieste di buona uscita da milioni di dollari e interviste shock su riviste scandalistiche, ma il discorso si allarga a quel genere di uomini che non fanno certo della lealtà la loro arma di seduzione. La Jackson dice la sua e lo dice chiaro e forte, senza mezzi termini e si sfoga di brutto. “All for you” sembra seguire una logica ben precisa, partendo da una innocente frivolezza, passando da una buona dose di sensualità, fino a giungere all’amara considerazione dei propri errori e quelli da altri provocati, sperando comunque in un riscatto e in giorni migliori.
E’ proprio questa speranza ad animare le deliziose “Feels so right” e “Someone to be my lover”, quest’ultima arricchita dal giro di chitarra di “Ventura highway” degli America (1972). Nell’album c’è anche posto per recuperare “Doesn’t really matter”, canzone pubblicata un anno fa nella colonna sonora di “Nutty professor”, film da lei stessa interpretato nel ruolo della promessa sposa del professor Klump, ovvero Eddie Murphy.
Sebbene si senta un po’ la mancanza di quell’impetuosità ritmica propria di certi suoi album degli anni ’80, “All for you” risulta un album di ottima fattura, un diario e una valvola di sfogo per la cantante che pretende di portare le sue esperienze sentimentali al livello di qualsiasi altra donna su questa terra, con la consapevolezza che, non solo per lei, arriveranno giorni migliori.

(Alessandra Zacchino)

TRACKLIST

01. Intro
02. You ain’t right
13. Son of a gun (betcha think this song is about you) – feat. Carly Simon
14. Truth
18. Doesn’t really matter
20. Outro
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