«NO COMPRENDO - Khan» la recensione di Rockol

Khan - NO COMPRENDO - la recensione

Recensione del 21 giu 2001 a cura di Davide Poliani

La recensione

Incontenibile Khan, DJ, remixer e produttore dai mille volti e dai mille nomi, che per realizzare il suo ultimo album, “No comprendo”, chiama a raccolta i più grandi nomi dell’indie più “off” e contaminato: El Turco Loco pesca dalla panchina della Matador Jon Spencer e Andre Williams, ma chiede comunque aiuto alla torbida Diamanda Galas e all’ex-socio di Nick Cave Kid Congo Powers, senza dimenticare l’angelica Julee Cruise. Il punto è: possiamo considerare questo un album di Khan, o dobbiamo vedere in “No comprendo” solamente una godibile parata di stelle? Propenderei per la prima ipotesi, vista la forte coesione interna che rende questo disco veramente interessante: avere a che fare con personalità e talenti così forti avrebbe potuto costringere Khan a compromessi e a facili concessioni di carattere artistico – personali, ma il musicista di origini levantine è stato bravo nel coordinare il lavoro di tutti, lasciando a tutti i vocalist un po’ di spazio, riuscendo a tenere saldamente le redini del lavoro. Ecco quindi la Galas “giocare in casa” con la straziante suite “Aman”, mentre a Mr Blues Explosion vengono riservati brani ad hoc come “Monster” e “Fishies fuck”, dove l’esuberanza vocale di Jon Spencer viene sfruttata in ambiti gradevolmente estranei tanto alla sua band quanto ai Boss Hog. Considerando poi l’aspetto meramente musicale di “No comprendo”, è fondamentale sottolineare come Khan abbia avuto il coraggio di confrontarsi con sonorità da lui poco frequentate: se in questo disco viene leggermente meno la componente “ambientale” che solitamente caratterizza gli album di questo artista, non si può non ammirare il coraggio nell’esplorare – seppure con tutti gli accorgimenti del caso – quella che potremmo definire un’embrionale “forma canzone”, sospesa tra l’elettronica colta e la sperimentazione. Un disco prepotentemente autoriale, questo, nonostante le numerosissime collaborazioni che spesso – in ambiti mainstream – sono indizi di idee corte e contratti da chiudere in fretta. Khan, con “No comprendo”, si riconferma – semmai ce ne fosse stato bisogno – uno dei migliori artisti elettronici contemporanei.

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