«WANITA - Rokia Traoré» la recensione di Rockol

Rokia Traoré - WANITA - la recensione

Recensione del 16 mag 2001

La recensione

Dopo l’affermazione internazionale di Ali Farka Touré, Toumani Djabate, Ballaké Sissoko e altri artisti del Mali, assistiamo ora all’emersione di una musicista donna proveniente dal paese africano, che negli ultimi tempi si sta rivelando una vera fucina di talenti. Dopo avere realizzato lo splendido “Kulanjan” in coppia con il bluesman Taj Mahal, Toumani Djabate contribuisce ora anche alla buona riuscita del nuovo CD di Rokia Traoré. La kora di Toumani è presente in tre brani e in uno di questi (la conclusiva “Tchwa”) incrocia il suono con quello del balafon, impresa piuttosto impegnativa considerata la difficoltà di accordare questi due strumenti. Strumenti caratteristici delle diverse regioni africane (come il n’goni dei griots Barbara o appunto il balafon, proveniente dalla regione dove Rokia è nata, il Bélédougou) si mischiano inoltre al ritmo delle percussioni e al più moderno suono del basso e della chitarra, mentre il trait d’union è costituito dalle voci. Proprio le parti corali sono tra gli aspetti più intriganti di dischi come questo. La dolcezza degli strumenti come il balafon e la kora, l’immensa capacità suggestiva dei cori africani, gli arrangiamenti moderni e i suoni ben calibrati creano un insieme senza tempo. Melodie dalla purezza assoluta e dalla cristallina bellezza come quelle che emergono da “Wanita” sono in grado di dare all’ascoltatore emozioni intense e Rokia Traoré è in grado di renderle attuali, contribuendo a fare da ponte fra l’antico mondo dei griot (i cantastorie africani) e il nuovo mondo delle tecnologie. L’aspetto più positivo è che in dischi come questo la tecnologia è usata in fase di produzione per rendere al meglio la qualità sonora, ma senza nulla togliere alla genuinità del suono degli strumenti tradizionali, alla magia degli antichi canti, al valore poetico dei racconti epici della cultura mandinga, ai ritmi dell’alto Niger e ai vocalizzi caratteristici della regione Wassolou. Tutti i testi sono presenti nel booklet di copertina, con traduzione in francese.

(Diego Ancordi)
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