«MUSIC - Madonna» la recensione di Rockol

Madonna - MUSIC - la recensione

Recensione del 19 set 2000

La recensione

La fortuna ha voluto che sulla strada di Madonna si mettesse Mirwais Ahmadzai, produttore e remixer francese. Che le ha raccontato idee e suoni tanto nuovi da fare sembrare "Ray of light", l'album precedente a "Music", lontano nel tempo - ben più vecchio dei due anni che ha.
Vero è che nostra signora del pop è abile, dotata di buon senso e di gusto, e che certi eventi apparentemente casuali sono magari frutto di scelte ponderate. Ma sorte o decisione che sia, comunque, in questo disco la differenza la fa proprio lui: Mirwais, ovvero l'uomo che ha convinto Madonna a spogliarsi (metaforicamente, s'intende), a mettersi nelle sue mani e a infilarsi in abiti che ancora non le avevamo visto indossare.
E se in copertina e nel booklet del cd Madonna è vestita da cow-girl, con stivaloni e cappellaccio e stellette, a uno che ascoltasse l'album senza sapere niente della cantante probabilmente verrebbe in mente piuttosto una donna algida e robotica, proveniente da un mondo alla "Blade Runner" per intenderci, che nulla ha a che spartire con covoni di grano, silos e cavalli. Ma tant'è: Madonna la trasformista ha giocato a fare la ruspante con la sua immagine, e la sofisticata con il suo disco.
Che contiene un'infilata di canzoni-modello: non una nota fuori posto, non un passaggio scontato nei sei brani composti e coprodotti con Mirwais. Che si snodano - come un album nell'album - fortemente connotati da un comune denominatore: l'uso di una dance-elettronica suonata e guidata da un tizio che sa cos'è la musica, e che ha belle idee. Capace di mettere assieme l'ormai nota "Music" (il brano in assoluto più ballabile. Del resto il testo recita: "Hey Mr.DJ, put a record on") e la sorprendente "Impressive istant", con una linea di basso veloce veloce e vagamente ansiogena, incalzante, che a tratti hai l'impressione di non riuscire a seguire. E poi la ballata "I deserve it", agro-dolce e colma di riferimenti: "This guy was dreamt for me", canta Madonna, e come si chiama il suo fidanzato attuale? Proprio Guy, guarda caso. Segue "Nobody's perfect": testo semplicissimo, voce filtrata dal vocoder (impossibile non pensare alla scuola di Cher e del suo "Believe"), e subito dopo il vero divertissement dell'album: "Don't tell me", l'unico brano che c'entra qualcosa con la Madonna ranchera, perché ha un sapore country e una chitarra sincopata, che suona a singhiozzo, non fastidiosa ma anzi: attraente. Come è attraente - forse più di tutto il resto - il decimo brano dell'album, "Paradise (not for me)", in cui la voce è più simile a un bisbiglio, a un sussurro che a un canto: qualcuno ha detto che un artista è grande quando è capace di rinunciare a farsi sentire. E qui Madonna l'ha fatto. Per carità, non che le corde vocali fossero il suo punto di forza, ma l'ego gioca sempre un ruolo importante, e il dire: "Okay, mi nascondo, lascio parlare gli strumenti" resta in qualche modo simile a un atto di umiltà. Questa canzone comunque è così distorta da ricordare, non sparateci addosso, atmosfere alla Pink Floyd: e di nuovo ci fa capolino il vocoder (un vezzo?), così da rendere il brano un vero miscuglio di stili. Eppure - e il cerchio si chiude - qui non c'è una sola nota fuori posto. Diverso è il discorso per il brano composto assieme a Guy Sigsworth ("What it feels like for a girl", di bjorkiana memoria), non "indispensabile" anche se gradevole. E anche per le canzoni scritte con William Orbit: tralasciando la divertente "American pie", che fa venire in mente una Madonna ragazzina (che non esiste più), non resta molto in mente neanche "Runaway lover", sebbene il messaggio in essa contenuto sia significativo. "It doesn't pay to be a runaway lover": non paga essere l'amante di una notte e poi fuggire, urla Madonna a nome di tutte le donne. Che si riconoscono in lei e ringraziano l'ex Material Girl, in grado di fare figli e avere ancora voglia di suoni e canzoni: "I wanna dance with my baby", voglio ballare con il mio piccolo, spiega la signora. "And when the music starts, I never wanna stop": quando comincia la musica, non ho nessuna voglia di fermarmi...
(Paola Maraone)
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