«LITTLE MISS TWAIN - Shania Twain» la recensione di Rockol

Shania Twain: le sue radici, la sua adolescenza

La cantautrice all'età di 60 anni, con l'album "Little miss Twain", guarda alla ragazza che era

Recensione del 03 ago 2026

La recensione

Shania Twain è stata la regina indiscussa del pop country degli anni Novanta, avendo pubblicato tre album che hanno venduto ognuno oltre dieci milioni di copie in tutto il mondo. Anzi, "Come on over", il suo terzo disco datato 1997, di copie ne vendette una quarantina di milioni, trascinato dall'inno "Man! I Feel like a Woman!". A quei tempi Shania era, più o meno, un fenomeno paragonabile a ciò che è oggi Taylor Swift. La musicista canadese a quel tempo aveva dalla sua parte il produttore e marito Mutt Lange, uno che ha prodotto un lungo elenco di successi per, tra gli altri, AC/DC, Bryan Adams e Def Leppard. All'apice del successo, nei primi anni del nuovo secolo, il matrimonio con Lange va a rotoli con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista personale, ma anche artistico. In più una zecca le trasmise la malattia di Lyme destabilizzando ulteriormente il suo stato di salute. Per quindici anni, fino al 2017, quando uscì "Now", non riesce a pubblicare un album. Fa trascorrere altri sei anni e nel 2023 torna nuovamente con "Queen of me". Ed ora ecco il suo settimo album "Little miss Twain".

Alle radici della storia

Il nuovo disco è in larga parte legato a un suo vissuto lontano nel tempo che non ha mancato di avere avuto alcuni periodi parecchio difficili. A confermarlo vengono in aiuto le parole di Shania: "Molto di 'Little Miss Twain' riflette la mia adolescenza, le mie radici, così come l'energia del rock e dell'R&B che amavo tanto, ma con quel tocco western. Da dove vengo io non si va da nessuna parte a cavallo, si va in motoslitta. Sognavo lo stile di vita del West e vivevo in un mondo molto diverso da quello in cui sono poi finita". A testimoniare il contenuto autobiografico del disco sono canzoni quali la title track: un aperto tributo alla madre che ha sempre creduto la figlia potesse avere successo come cantante sin da quando era una bambina, che potesse essere la nuova Tanya Tucker. E Tanya, come nelle migliori favole, la accompagna nel ritornello che la riguarda. Legata alle sue radici è anche "Northern Town", in cui ricorda la famiglia e le abitudini del paese dell'Ontario da cui proviene.

Shania e Josh (ma non solo)

Oltre alla Tucker, l'album vanta la collaborazione di Josh Homme dei Queens of the Stone Age in "Faded Blue Jeans". Una collaborazione che da più parti è stata battezzata come sorprendente, ma che in realtà risulta molto più naturale di quanto si possa pensare. E' un blues rock che celebra la gioia e la voluttuosa incoscienza degli amori giovanili. "Questa è una canzone sul primo amore, o forse sulla lussuria? Non mi separo mai da un paio di jeans blu scoloriti... mi hanno accompagnato in quasi ogni capitolo della mia vita". Quanto a collaborazioni è presente in "Take it to the river" la chitarra dei Rolling Stones Ron Wood e il duo dei The War and Treaty che le regala gradite sfumature soul.

60 anni

L'età dell'oro per Shania si è conclusa e probabilmente non tornerà più, sta nell'ordine delle cose. All'età di sessanta anni non è più la stella che era un tempo, ne ha piena coscienza. Ma è anche consapevole del fatto che possiede ancora molti fan che la ammirano, la apprezzano e nutrono per lei molto affetto. "Little miss Twain" non è un album indimenticabile ma è indubbiamente sincero e personale. Shania è una buona autrice di canzoni, di quelle che raccontano storie di cui si nutre da sempre la musica country. Nel disco racconta la storia - di quelle che piacciono moltissimo alla cinematografia e alla gente - di una ragazza cresciuta in un ambiente di grande difficoltà economica che grazie alla testardaggine della madre (che non ha avuto la ventura di assistere al successo della figlia, "Mi chiedo spesso cosa avrebbe pensato se avesse potuto vedere cosa è successo nella mia vita") del talento e, naturalmente, di una buona dose di fortuna, è riuscita ad avere successo. In definitiva, il settimo album di Shania Twain non è un album memorabile: ma questo guardare alla sua storia e riportare tutto a casa è in larga parte godibile e onesto.

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