«MILLION DOLLAR BABE - Anna» la recensione di Rockol

Anna prova a cambiare la formula, non il personaggio

Un lavoro in cui a tratti sembra voler esplorare, senza riuscire davvero a farlo.

Recensione del 12 lug 2026 a cura di Claudio Cabona

La recensione

La prima considerazione da fare sul nuovo album di Anna è capire a chi si rivolge. È un disco pensato per un pubblico fortemente generazionale, prevalentemente adolescenziale. Per questo motivo leggerlo come un'opera che dovrebbe raccontare l'attualità, fotografare una generazione o aggiungere particolare spessore alla narrazione, sarebbe un errore di prospettiva. Ad Anna non si può chiedere di fare ciò che, semplicemente, non ha mai cercato di fare. A due anni da "Vera Baddie", l'artista donna più ascoltata in Italia torna con un lavoro che, almeno inizialmente, non è di immediata lettura. Non perché sia complesso, anzi, ma perché mette in discussione alcune delle coordinate che avevano definito la sua identità fino a oggi.

Questo, infatti, non è un disco rap. Le parti realmente rappate sono poche. Allo stesso tempo non è nemmeno un album costruito attorno a hit evidenti, quelle canzoni che al primo ascolto sembrano già destinate, sicuramente, a dominare classifiche. Al centro del progetto ci sono soprattutto le produzioni di Miles, che spesso diventano le vere protagoniste, arrivando persino a inglobare la voce di Anna, in diversi momenti meno nitida e più immersa nel suono. Le reference sono numerose: il pop anni '90 (in "Scontrosa" c'è una cit della "Macarena"), quello dei primi anni Duemila ("Crystal collo" strizza l'occhio a Lady Gaga), l'edm, un'elettronica contemporanea dalle tinte rosa-dark, derivata da Fakemink e David Guetta. Si percepisce il tentativo, consapevole o no, di liberarsi dalle etichette che l'hanno accompagnata fin dall'inizio: quella di rapper e quella di hitmaker a tutti i costi. Miles ha parlato apertamente dell'influenza di Skrillex, mentre Anna ha raccontato di testi a tratti più conscious, citando "Cuore in off".

Persino la campagna visiva richiama un immaginario vintage, con clip ispirate alla televisione degli anni Novanta e Duemila. Il problema è che queste promesse rimangono soprattutto tali. I riferimenti dichiarati si percepiscono solo in superficie. L'influenza di Skrillex non si traduce in una reale rivoluzione del suono, così come la scrittura non compie quel salto verso un registro più introspettivo. Nella maggior parte dei brani Anna continua a raccontare ciò che ha sempre raccontato: l'indipendenza, la libertà, il divertimento, la sicurezza in se stessa. Ed è un peccato perché le barre inserite in “Felpa nera” con Tedua, in cui parlava di bullismo e di “discografici arrapati”, facevano pensare al desiderio di raccontare anche altro. La voce spezzina è come se avesse provato, in parte, a uscire dai binari o ad aggiornare l''universo costruito in questi anni, ma senza avere davvero il coraggio di completare l'iter. Da qui nasce la sensazione di un album sospeso, che resta a metà strada. Si fa fatica a parlare di un vero level up rispetto a "Vera Baddie", che rimane un progetto più efficace.

Alla fine resta la sensazione di un disco ibrido: né abbastanza pop da allargare la sua identità, né abbastanza rap da soddisfare chi l'aveva conosciuta attraverso quel linguaggio. Un lavoro che sembra voler cambiare pelle senza riuscire davvero a farlo. Eppure, il motivo per cui Anna continua a essere così centrale va oltre la musica. Ha occupato uno spazio che, fino a pochi anni fa, in Italia era sostanzialmente vuoto: quello di una ragazza di 22 anni che parla a giovanissime senza filtri, senza chiedere il permesso e senza adattarsi a uno sguardo maschile. È diventata un'icona prima ancora che per le canzoni, per ciò che rappresenta. Ed è probabilmente questa la sua forza, e fortuna, più grande: il suo ruolo nel panorama italiano resta più solido della qualità del singolo album.

TRACKLIST
Million dollar babe
Don't tell nobody
White girl wasted
Sono io il pass (feat. Lazza)
Catalano
Cuore in off
Scontrosa (feat. G.Mineiro)
Safari (feat. Astro & Tony Boy)
Crystal collo
Hot pot (interlude)
U like me
Benihana
Honey
Veleno

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