«THE GREAT PARROT-OX AND THE GOLDEN EGG OF EMPATHY - Claypool Lennon Delirium» la recensione di Rockol

Il Delirium di Claypool e Lennon ha fatto centro

"The Great Parrot-Ox and the Golden Egg of Empathy" è la sintesi perfetta della musica del duo

Recensione del 30 mag 2026 a cura di Lucia Mora

La recensione

A sette anni di distanza da South of Reality, il duo formato dall'eccentrico e geniale bassista dei Primus, Les Claypool, e dal figlio d'arte Sean Ono Lennon è tornato con il suo progetto più ambizioso e stralunato di sempre. The Great Parrot-Ox and the Golden Egg of Empathy è un monumentale concept album di 14 tracce (e oltre un'ora di durata) che indaga l'erosione dell'empatia nel mondo moderno, la moralità, la mortalità e le derive oscure dell'intelligenza artificiale. Avevamo già anticipato alcune coordinate del disco: vediamolo nel dettaglio.

La sintesi perfetta

Ciò che salta subito all'occhio (e all'orecchio) in questo terzo capitolo discografico è il livello di coesione narrativa. Per la prima volta, Claypool e Lennon hanno scritto una storia a quattro mani. L'album, nella sua incarnazione fisica, è accompagnato da un fumetto originale di 24 pagine illustrato dallo storico collaboratore Rich Ragsdale, che espande l'universo bizzarro suggerito dai testi.

Musicalmente, Claypool ha ammesso che questo è stato il disco che ha richiesto la lavorazione più lunga della sua intera carriera. Ma il tempo speso ha pagato: i due stili compositivi, apparentemente distanti — il groove sghembo e alieno del basso di Claypool e l'indole onirica e beatlesiana di Lennon — qui collidono e si fondono in una creatura sonora completamente nuova.

Dopo un breve e teatrale preludio intitolato Pro-Log, il disco ci introduce immediatamente alla dualità dei suoi creatori: WAP (What a Predicament) è un tripudio di suoni paisley e melodie psichedeliche in cui emerge forte l'impronta di Lennon, mentre la successiva The Wake Up Call (impreziosita dai cori e dal sitar di Gabby La La) riporta tutto nei territori cari a Les, con un basso pulsante e cadenze vocali bislacche. È però con Meat Machines che la vera alchimia prende forma: il brano fonde organicamente i due approcci, diventando un manifesto del "nuovo" suono del duo, una riflessione meccanica e pulsante sull'essere umano ridotto a un mero ingranaggio carnale.

La lente prog psichedelica

L'album prosegue esplorando ritmiche complesse e derive prog. In Troll Bait, la sezione ritmica rimanda ai momenti più oscuri dei Primus (in particolare quelli di The Desaturating Seven), ma le chitarre incisive di Lennon fendono l'atmosfera con un suono inconfondibile. La title track, The Golden Egg of Empathy, offre una delle sorprese più interessanti del disco: la partecipazione alla voce di Willow (Smith). Un cameo che aggiunge una sfumatura eterea ed emotiva al racconto sull'impoverimento dell'empatia globale.

Il finale dell'album è forse il segmento più maestoso mai registrato dalla band. La marziale e densa Cliptopia incanta con i suoi twang e le sue atmosfere sature, sfociando in Melody of Entropy, un brano dove le evoluzioni cosmiche di Lennon vengono costantemente punteggiate da virtuosismi bassistici e trilli slap di Claypool. Ma è It's a Wrap a rubare la scena: una suite conclusiva di quasi 13 minuti, un magnum opus di psichedelia progressiva. È un calderone denso di umorismo nero, jam spaziali e visioni distorte del nostro mondo che suggella l'album in modo epico.

Mentre nei lavori precedenti The Claypool Lennon Delirium poteva sembrare un divertissement tra due brillanti musicisti con un amore condiviso per il prog e la psichedelia anni '70, The Great Parrot-Ox and the Golden Egg of Empathy è la prova di una maturità artistica raggiunta. Oltre che un concept album stravagante, è un'esplorazione sonora ben bilanciata: Lennon porta l'ancoraggio melodico e la struttura che impediscono al basso tentacolare di Claypool di deviare in una baraonda senza meta; Claypool, dal canto suo, fornisce l'imprevedibilità e la genialità ritmica che impediscono alla scrittura di Lennon di risultare troppo derivativa o convenzionale. Due outsider che, insieme, hanno forgiato uno degli ascolti più intriganti e stratificati del 2026.

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