«NON DICO ADDIO - Lamante» la recensione di Rockol

Il secondo disco di Lamante è un’opera d’arte

Un album intenso, magnetico, sofferto e lucente: uno dei dischi italiani più belli di questi tempi.

Recensione del 13 mag 2026 a cura di Claudio Cabona

La recensione

Lamante, con il suo secondo disco “Non dico addio”, si muove nel solco del primo album “In memoria di” del 2024, anch’esso prodotto da Taketo Gohara, tornando su temi come memoria, morte e famiglia. Ma allo stesso tempo aggiunge nuovi elementi: cambia, muta, si trasforma. “Non dico addio” è un disco, ma soprattutto un’opera. Lo si percepisce dalla prima all’ultima traccia, per la capacità rara di trasformare un dolore personale in qualcosa di collettivo. Non entra mai in dinamiche eccessivamente private: si può ascoltare senza conoscere nel dettaglio il lutto che ha attraversato la vita della cantautrice, eppure quel dolore arriva con una forza lancinante. E soprattutto, non è un lavoro che si piange addosso, ma sa andare oltre quella ferita, parlando anche di futuro. Di quello che c’è dopo un abisso.

È un progetto rock, nell’attitudine, che morde la pelle, che sbrana attraverso urla strozzate, ma che sa anche accarezzare e sussurrare frasi d’amore. Lamante è divoratrice di sentimenti, di stati d’animo, di memorie. Qui il suono, registrato all’interno di una chiesa consacrata, come raccontato dall’artista nella nostra intervista, è completamente al servizio del racconto. Se nel primo lavoro dominavano fiati e chitarre, al centro ora troviamo organo, harmonium e una sezione d’archi: strumenti che evocano una dimensione femminile, materna, che è il cuore pulsante dell’album. Brani come “Governatevi”, “Rimani con me”, “Non dico addio”, “Ritorneremo a guardare il cielo” sono potenti, destinati a trovare la loro espressione più alta dal vivo, dimensione in cui la cantautrice raggiunge il suo apice.

Se “In memoria di” era un bel disco ma più frammentato, “Non dico addio” è invece compatto, coeso, pensato per essere ascoltato nella sua interezza. Un album, in questo senso, come si facevano una volta. Raccontare qualcosa di così intimo cercando un respiro universale è difficile. Qui accade. Ed è proprio questa la sua forza. “Non dico addio” è, senza esitazioni, uno dei progetti più significativi usciti in Italia negli ultimi anni scritti da un’emergente. Prosegue il percorso di un’artista che si ascolta davvero, che fa musica per esprimersi, non per inseguire numeri o logiche industriali. Dentro queste canzoni c’è fede non religiosa, ma umana: la speranza che l’arte non salvi il mondo, ma riesca almeno, ogni tanto, a salvare noi.

TRACKLIST
Un elenco di 11 cose
Governatevi
Una magia più forte della morte
Rimani con me
Non dico addio
Un canto nuovo
La stanza del figlio
Dopo di te
Il mondo è quello che deve ancora venire
Ritorneremo a guardare il cielo

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