«FENIAN - Kneecap» la recensione di Rockol

I Kneecap sono davvero i nuovi Rage Against The Machine?

Tom Morello ne è convinto: “Fenian”, rispetto al primo album, è più oscuro e maturo.

Recensione del 01 mag 2026 a cura di Claudio Cabona

La recensione

Tom Morello non ha dubbi: il trio rap irlandese Kneecap, con la loro carica politica e ribelle, ha raccolto l’eredità di band come Rage Against The Machine, N.W.A. e Public Enemy. Una cosa è certa: “Fenian”, il loro secondo album, prodotto da Dan Carey, il mago del suono dietro anche ai Fontaines D.C., è più maturo e oscuro rispetto al primo “Fine art”, un nuovo progetto inevitabilmente condizionato dai processi subiti in questi due anni in cui sono stati accusati di terrorismo e di scrivere pezzi che, secondo alcuni, inciterebbero all’insurrezione. Processi che si sono, nel tempo, sgretolati. Per tuffarsi dentro il mondo del trio e capirne il contesto storico, è consigliabile leggere la nostra intervista a DJ Próvaí, che racconta “Fenian”, l’utilizzo del gaelico come atto politico e il clima inquisitorio in cui sono state scritte le nuove canzoni. Rispetto a “Fine art”, questo nuovo capitolo è più compatto anche dal punto di vista sonoro: un mix efficace di rave music, punk e rap.

Il debutto aveva un’anima più festaiola, più orientata al party, mentre qui emergono anche brani maggiormente riflessivi. Il pezzo d’apertura “Éire go Deo” è un vero manifesto dell’uso della lingua irlandese come atto identitario. “Smugglers and Scholars” è teso e minaccioso, oscuro, costruito su un immaginario urbano fatto di sorveglianza, conflitto e memoria storica. “Carnival”, invece, affronta il tema dei processi mediatici e racconta come “il carnevale della distrazione” porti a soffermarsi sulle loro canzoni più che su ciò che denunciano davvero, come il genocidio a Gaza. “Palestine” è un inno alla solidarietà, mentre “Liars Tale” è un brano politico antagonista, durissimo. “Fenian” rappresenta il cuore del progetto: un pezzo collettivo, liberatorio, pensato per essere cantato ai concerti, con un forte valore simbolico legato anche al folclore e alla tradizione irlandese. In questo senso, vale la pena recuperare l’intervista a DJ Próvaí. Non mancano momenti più introspettivi: “Cocaine” racconta il peso del successo, mentre “Irish Goodbye” guarda alla dimensione familiare. I Kneecap non sono ancora arrivati al termine del loro processo di maturazione: alcune canzoni risultano ancora acerbe in certi passaggi.

Ma con questo secondo progetto compiono un netto passo avanti, liberandosi anche da quell’idea un po’ adolescenziale di musica che aleggiava nel primo lavoro. Gran parte del merito va a  Dan Carey in produzione, capace di dare struttura, tensione e coerenza all’insieme. Sarà interessante capire come evolveranno e verso quali atmosfere si muoveranno. Di certo, la loro resta una musica da live, da pogo, da comunità, da vivere sotto il palco. In quella dimensione sono già molto forti. Ora manca ancora il grande salto definitivo: scrivere canzoni davvero rocciose e memorabili come quelle delle band citate all’inizio dell’articolo. Per custodire quel tipo di eredità serve ancora parecchio cammino, ma i Kneecap restano una delle realtà più interessanti, libere e antagoniste di questi ultimi anni, capaci di unire più generazioni.

Tracklist

01. Éire go Deo (02:19)
02. Smugglers & Scholars (03:11)
03. Carnival (02:52)
04. Palestine (02:36)
05. Liars Tale (03:17)
06. FENIAN (03:14)
07. Big Bad Mo (03:44)
08. Headcase (02:40)
09. An Ra (03:40)
10. Cold at the Top (03:20)
11. Occupied 6 (02:04)
12. Gael Phonics (02:34)
13. Cocaine (03:27)
14. Irish Goodbye (03:34)
Schede:
Tags:

Prossimi articoli

© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.