«IL CONCERTO - Antonello Venditti e Francesco De Gregori» la recensione di Rockol

De Gregori e  Venditti, non "com'eravamo" ma "come siamo"

Nostalgia? Si, ma solo per la buona musica italiana, che manca troppo spesso...

Recensione del 20 dic 2023 a cura di Ernesto Assante

Voto 8/10

La recensione

Francesco De Gregori e Antonello Venditti hanno trovato la chiave con la quale aprire il cuore di chi ascolta. E non è perché ogni canzone che cantano e che è in questo album dal vivo è un pezzo della nostra vita, della nostra storia, personale e collettiva. E non è perché "Il concerto" raccoglie solo capolavori (capolavori, nulla di meno) dei loro rispettivi repertori. E non è solo perché gli vogliamo per forza di cose bene, come si vuol bene a due vecchi amici che ci piace incontrare e, soprattutto, vedere che sono ancora insieme dopo tanti anni. No, è perché sono bravi, molto bravi, più bravi di tanti altri. Perché non hanno tradito il loro cuore e hanno deciso di metterlo in scena non per ricordare ‘com’era’, ma per affermare con orgoglio e forza ‘com’è’.

Album live o disco?

Questo album contiene diciassette canzoni per quasi un’ora e mezza di musica tratte dalla fortunata tournée che li ha visti calcare palchi di stadi, teatri e palazzetti, un concerto riportato su disco: sì chiamiamolo disco anche se non lo è, perché tanto i due lo hanno pensato così, in barba alle playlist e allo shuffle. Chi lo ascolta non può non fare il confronto, il paragone, con la musica che gira intorno, così come lo faceva all’epoca di uscita delle diverse canzoni originali. La conclusione è che, allora come oggi, la distanza tra Venditti e De Gregori e il resto del mondo è abissale. Lo è ancora, perché ogni canzone di questo album è nuova, è intensa, ogni canzone parla chiaro e non prende in giro chi ascolta, ogni canzone è vita vera e come tale va vissuta, ogni canzone è memorabile e attuale, e i due le cantano con tutta la passione che il loro corpo e la loro anima gli concede, mettendoci dentro tutto quello che hanno vissuto di bello e di brutto, assieme e separati, dando corpo a una musica, a delle canzoni, che possono interpretare solo loro a questo modo e oggi.

Nostalgia?

Si, ma solo per la buona musica italiana, che ci manca troppo spesso di questi tempi, non per i ‘bei tempi’ quando le canzoni sono state scritte, perché di musica orrenda ce n’era abbastanza. C’è tutto il ‘catalogo delle meraviglie’ che ragionevolmente poteva essere contenuto in un concerto, mancano per forza di cose tante canzoni che ci sarebbero state bene, ma l’ampiezza dei repertori di entrambi richiedeva una riduzione forzata. 
I due hanno operato delle scelte, ma non manca nulla del l’essenziale, da ‘Generale’ a ‘Sotto il segno dei pesci’, da ‘Bufalo Bill’ a ‘In questo mondo di ladri’, da una micidiale e meravigliosa ‘Modena’ a una struggente ‘Sempre e per sempre’, tanto per citare qualcuna delle perle della collana.

De Gregori canta Venditti e Venditti canta De Gregori, ed è meraviglioso, perché sembra che ogni canzone sia stata scritta per loro due e nessun altro, perché ognuno ama le canzoni dell’altro, perché ognuno sa cosa deve tirare fuori, mettere in luce, di ogni canzone, perché si conoscono davvero e, forse per la prima volta nella loro carriera, sono parte di un vero e proprio duo. Non c’è uno che ‘accompagna’ l’altro, entrambi fanno proprie le canzoni e, evidentemente, si divertono a sorprendere il pubblico ma prima di tutto loro stessi.

Venditti sa come cantare le canzoni di De Gregori, e altrettanto accade per De Gregori, e non ci sono forzature, non ci sono cose fuori posto, non c’è mai la sensazione che uno dei due non stia cantando la cosa giusta al momento giusto, nel modo giusto. E quindi aprono il cuore di chi ascolta, di un pubblico che si abbandona alla musica, che si lascia portare via dalle voci, leggendarie, di Venditti che diventa più intimo e oscuro anche quando declama, di De Gregori che diventa splendidamente più aperto e ventoso, un pubblico che applaude e si commuove e canta, come si sente nelle registrazioni, diventando il terzo componente di quello che si trasforma in un trio.

La E street Band di De Gregori e Venditti

De Gregori è in forma smagliante, interprete maiuscolo e autore geniale, compagno di squadra di un Venditti che brilla e si nasconde a seconda di quello che il duo deve raccontare e cantare. E c’è una band perfetta, ‘la’ band di De Gregori e Venditti, che conosce entrambi e li segue, li anticipa, li esalta e li raccoglie: una sorta di E Street Band che sa interpretare i sentimenti di tutti e due prima che loro li esprimano.

Non sapremmo come definire questo album se non come un brillantissimo gioiello, che ci racconta una storia vecchia, presente ed eterna, che fotografa un momento degli anni Duemila nel quale la musica sembra confusa e perduta, con Antonello e Francesco che provano a salvarla, nell’unico modo che conoscono, dando a noi il meglio di loro stessi.

Tracklist

01. Bomba o non bomba (05:26)
02. Modena (07:24)
03. Bufalo Bill (05:06)
04. Dolce signora che bruci (03:08)
05. Peppino (03:44)
06. Generale (04:54)
07. Sotto il segno dei pesci (06:29)
08. San Lorenzo (04:09)
09. La donna cannone (04:47)
10. In questo mondo di ladri (04:58)
11. Rimmel (05:19)
12. Notte prima degli esami (05:40)
13. Il vestito del violinista (04:37)
14. Ricordati di me (05:10)
15. Sempre e per sempre (03:36)
16. Buonanotte fiorellino (03:21)
17. Roma capoccia (04:48)

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