«UP (25TH ANNIVERSARY EDITION) - R.E.M.» la recensione di Rockol

L'album sperimentale dei R.E.M.

La ristampa di "UP", disco che inaugurò la seconda fase della carriera, dopo l'uscita di Bill Berry

Recensione del 15 nov 2023 a cura di Gianni Sibilla

Voto 8/10

La recensione

Un tappeto di sintetizzatori e una drum machine: non è esattamente quello che ci si poteva aspettare dai R.E.M. negli anni '90. Eppure comincia così "Up", con Stipe che sussurra "He moves efficiently/beyond security" parlando di un "Airportman". Era nell'aria che una delle band più popolari del decennio stesse per cambiare: nel '97 Bill Berry, batterista e fondatore abbandonò il gruppo: i R.E.M. si dichiararono "un cane con tre zampe", lasciando intendere di dover reimparare a camminare e a correre.
"Cammina senza paura", dice uno dei brani centrali di questo disco, ispirata da una frase di Patti Smith: eppure la paura che la corsa finisse contro un muro ci fu eccome. La band fu sul punto di sciogliersi, anche se Berry aveva posto come condizione a Stipe, Buck e Mills di continuare ad andare avanti. Poi trovò una nuova strada, che culminò nel disco più strano della loro carriera.

"Up" fu anticipato da "Daysleeper", una ballata acustica tutto sommato in linea con il suono di "Out of time" e "Automatic for the people", gli album che avevano reso i R.E.M. delle star. Ma era solo un'illusione: nelle 14 canzoni non c'è quasi batteria, e non ci sono quasi nemmeno le chitarre. Sulla seconda canzone, "Lotus" l'elettrica è un ricamo su un riff di tastiera, ma i brani successivi sono ancora più radicali. "Hope" (co-accreditata a Leonard Cohen per la sua struttura metrica simile a "Suzanne") è pura elettronica, "The apologist" è basata su un beat di percussioni campionate, "At my most beatiful" è delicato e romantico un tribuno pianistico ai Beach Boys di Brian Wilson.

Quando uscì l'album, i fan che cercavano il classico suono della band si dovettero rifugiare nei particolari: il giro di "Sad professor", l'arpeggio quasi nascosto di "You're in the air", e poco altro. Ma d'altra parte i R.E.M. non hanno mai fatto lo stesso album due volte di fila: da "Up" uscì una nuova band, reinventata, mantenendo alcune cose fondamentali, anche con un nuovo suono: una capacità artigianale pazzesca nello scrivere canzoni senza cadere nei cliché, il senso per la melodia e il carisma vocale di Stipe. "Up" inaugurò una seconda fase della carriera dei R.E.M. non solo per la nuova formazione, ma per una vocazione ancora più melodica e malinconica rispetto alle origini. Il suono rock sarebbe ritornato solo per gli ultimi due album, "Accelerate" e l'addio di "Collapse into now".

Questa ristampa rende giustizia a quelle canzoni e a quel suono stratificato e complesso, con una rimasterizzazione che esalta i dettagli. Poi la band dal vivo era tutta un'altra storia, come dimostra il secondo CD (pardon, seconda parte digitale: per ora è disponibile solo sulle piattaforme, la versione fisica è in ritardo e arriverà a dicembre). Inizialmente la band suonò solo per show televisivi - tra cui un memorabile concerto milanese per Night Express, di cui ricorrevano i 25 anni due giorni fa, al Propaganda) - poi cambio idea e andò in tour nell'estate del '99, con un altro memorabile concerto italiano a Bologna, con Afterhours, Suede e Wilco.

Il secondo disco di questa ristampa non contiene demo - che la band sembra avere rinunciato a pubblicare: erano assenti anche dalle ristampe di "New adventures in hi-fi" e di "Chronic town". Un peccato, a dire la verità: chissà come sono le prime incisioni del '97, quando Berry era ancora nel gruppo... Invece c'è un concerto registrato durante la partecipazione alla serie TV "Party of five", di inizio '98: la band doveva suonare una canzone sola, finì per cantare per un'ora intera. La registrazione è tutt'altro che perfetta: il mix è ballerino, il gruppo ogni tanto si ferma e riparte, e chiacchiera: ad un certo punto Stipe si mette a cantare "Disarm" degli Smashing Pumpkins, raccontando i suoi tentativi di scrivere una canzone alla chitarra ("I'm not over you". Ma proprio questa imperfezione, questa rilassatezza documenta una band che aveva ritrovato uno stato di grazia dopo un periodo difficile, che si diverte a suonare di fronte ai propri fan: le canzoni del disco come "Lotus" e "The apologist" sono rock elettrico puro, e c'è una versione di "Country feedback" con assolo finale che da sola vale il disco. 

Non il loro migliore disco, ma un grande disco di una band enorme - di cui forse si è persa un po' la grandezza: i R.E.M. hanno sempre fatto le cose a modo loro, non hanno mai cercato i riflettori - gli sono capitati quasi per caso e hanno fatto di tutto per uscire dalla luce piena, se rischiava mettere in ombra le canzoni dietro le star. Anche per questo si sono sciolti: e più passa il tempo, più penso che sia una decisione che testimonia la loro diversità e grandezza. Rimane un repertorio gigantesco, di cui "Up" fa parte a pieno titolo.

Tracklist

#1
01. Airportman (04:14)
02. Lotus (04:31)
03. Suspicion (05:37)
04. Hope (05:01)
05. At My Most Beautiful (03:35)
06. The Apologist (04:29)
07. Sad Professor (04:03)
08. You're In The Air (05:23)
09. Walk Unafraid (04:33)
10. Why Not Smile (04:02)
11. Daysleeper - Remastered 2023 (03:39)
12. Diminished (06:00)
13. Parakeet (04:12)
14. Falls To Climb (05:08)

#2
01. Introduction - Live At The Palace / 1999 (01:13)
02. What’s The Frequency, Kenneth? - Live At The Palace / 1999 (04:26)
03. Lotus - Live At The Palace / 1999 (05:06)
04. Daysleeper - Live At The Palace / 1999 (05:10)
05. Country Feedback - Live At The Palace / 1999 (06:56)
06. Walk Unafraid - Live At The Palace / 1999 (05:14)
07. Losing My Religion - Live At The Palace / 1999 (05:05)
08. Parakeet - Live At The Palace / 1999 (05:12)
09. The Apologist - Live At The Palace / 1999 (04:36)
10. Its The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine) - Live At The Palace / 1999 (04:59)
11. I’m Not Over You - Live At The Palace / 1999 (03:50)
12. Man On The Moon - Live At The Palace / 1999 (05:34)
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