«MATA - M.I.A.» la recensione di Rockol

Ora sì che M.I.A. è davvero una soldatessa dispersa

Torna con un nuovo album dopo sei anni, ma è un'enorme caciara: qualcuno la salvi.

Recensione del 30 ott 2022 a cura di Mattia Marzi

Voto 5.5/10

La recensione

Nomen omen. Il nome d’arte che ai tempi dei primi album “Arular” e “Kala” o di “Paper planes”, la hit che la catapultò in testa alle classifiche internazionali, sottolineava il coraggio e l’attitudine sperimentale di Mathangi “Maya” Arulpragasam, è diventata la definizione perfetta del tunnel in cui s’è ficcata la femcee di origini Tamil. Ad ascoltare questo “Mata”, l’album che segna il suo ritorno sulle scene a distanza di sei anni dal precedente, si direbbe che ora M.I.A. sia effettivamente “missing in action”, termine con cui le forze armate indicano i militari dispersi in azione. E nessuno sembra riuscire a sentire la sua voce, da quel tunnel. Neppure giganti come Pharrell Williams, Rick Rubin e Diplo, arruolati tra i collaboratori dell’ideale successore di “AIM” (l’ex N.E.R.D. co-firma e produce “Time traveller”, il guru della musica statunitense mette il suo zampino in “Beep”, il dj di “Lean on” produce “Popular”). A furia di giocare con le carte del mainstream, mischiandole e rimischiandole a suo piacimento, M.I.A. si è ritrovata incartata.

“Mata” è un album semplicemente inetichettabile: world music, hip hop, dance. C’è di tutto, in questa mezz’ora di musica. Solo che quello che sulla carta è il suo più grande pregio, si rivela anche un grosso limite: spaziando dal moombahton al reggaeton, passando per i cori indiani, suona come un’enorme caciara psichedelica (lo è anche la copertina, in cui M.I.A. indossa una corona di spine fatta però di stoffa, un rimando alla conversione al cristianesimo dopo una visione di Gesù, come ha raccontato in una lunga intervista a Zane Lowe). “Nel disco c’è uno scontro tra il proprio ego e la propria spiritualità. Come musicista hai bisogno di un po’ di ego, altrimenti non ce la fai”, ha spiegato lei, che nel 2017 allarmò i fan sui social parlando di disordini mentali e di comportamenti psicotici, annunciando la cancellazione del suo account, il tutto prima di attaccare selvaggiamente l’allora presidente Usa Donald Trump. “Voglio fare altre cose e prendermi una pausa”, aveva poi aggiunto, prima di annunciare un docu-film sulla sua vita, “M.I.A. – La cattiva ragazza della musica”.

È stato durante i mesi del lockdown duro che la femcee ha ritrovato l’ispirazione: “So che la pandemia è stata terribile per molti, ma io mi sentivo bene”. Il disco è uscito da indipendente – su licenza Island – dopo l’ennesimo scazzo tra M.I.A. e i discografici. Stavolta c’entrano anche Nicki Minaj e Doja Cat, che erano state annunciate tra i feat di “Mata”: “Ho dovuto aspettare due anni per una strofa di Doja Cat, poi un anno per quella di Nicki”, ha raccontato sui social. Alla fine l’ha pubblicato senza i loro contributi, facendo di testa sua, da cavallo pazzo qual è.

Nei testi di “Mata” non rinuncia alla sua attitudine provocatoria e ribelle (per il dito medio mostrato alle telecamere al Super Bowl nel 2013 le vennero chiesti 1,5 milioni di dollari di risarcimento, mentre il Psg le fece causa quando nel video di “Borders”, sul tema dei rifugiati, indossò una maglietta del club trasformando criticamente il nome dello sponsor da “Fly emirates” a “Fly pirates”): in “Zoo girl” sottolinea la sua natura selvaggia, in “100% sustainable” parla del facile moralismo dell’era del politically correct e critica le colleghe che fanno le paladine del femminismo ma poi fanno canzonette da spogliarelliste (“Stripper song, same hit / feminism, this ain’t it”), dimostrando che in fondo la soldatessa dispersa può essere ancora portata in salvo. La luce in fondo al tunnel la vede con l’ultimo pezzo del disco, “Marigold”, in cui Skrillex incontra Rick Rubin, con un cameo di Lil Uzi Vert. È un pezzo chitarra e voce, intimista e nudo: “When times are difficult / we’re gonna need a miracle”, “Quando i tempi sono difficili, avremmo bisogno di un miracolo”, canta emblematicamente lei.

Tracklist

01. F.I.A.S.O.M. Pt. 1 (01:30)
02. F.I.A.S.O.M. Pt. 2 (02:49)
03. 100% Sustainable (02:23)
04. Beep (01:59)
05. Energy Freq (02:45)
06. The One (02:25)
07. Zoo Girl (02:52)
08. Time Traveller (03:03)
09. Popular (03:05)
10. Puththi (02:40)
11. K.T.P. (Keep The Peace) (02:15)
12. MATA LIFE (01:32)
13. Marigold (03:36)
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