«FROM THE ROOFTOP 2 - Coez» la recensione di Rockol

Coez diventa superclassico (e sanremese)

Archi e ritornelloni aperti, con la chitarra acustica: come suona "From the rooftop 2".

Recensione del 26 ott 2022 a cura di Mattia Marzi

Voto 7/10

La recensione

Gli archi, il suono di un’arpa riprodotto dai sintetizzatori, la chitarra acustica che entra nel ritornellone, insieme al violoncello: Coez “È sempre bello”, anche in versione sanremese. E chissà che in fondo questo tentativo – il secondo – di spogliare le sue canzoni e renderle più nude, quasi più classiche, verrebbe da dire, non preluda a un debutto del rapper più atipico della scena italiana in gara al Festival di Sanremo. Fantastichiamo, ma neppure tanto: prima del clamoroso exploit tra il 2017 con “La musica non c’è”, una delle più grosse hit della musica italiana degli ultimi anni (è arrivata a 8 Dischi di platino vinti per l’equivalente di 400 mila copie vendute), Silvano Albanese – è il suo vero nome – provò più volte a conquistare un posto tra i big in gara alla kermesse, senza successo. L’ultima proprio poco prima che spedisse nei negozi “Faccio un casino”, il disco della svolta, mentre nel dicembre del 2016 registrava e pubblicava “From the rooftop”. Il secondo volume del progetto arriva in uno snodo della sua carriera, tra l’ultimo album, “Volare”, e il prossimo: “Il ‘From the rooftop’ è un format nato nel 2016 con lo scopo di affrontare le canzoni in una chiave più intima, dandogli una veste differente – racconta lui – mi sembrava il momento giusto di riproporlo in un secondo volume ma per farlo serviva un upgrade”.

Rispetto alle sonorità minimal del primo volume, inciso solamente con il chitarrista Alessandro Lorenzoni, quelle di “FTR2” hanno come un tono di musica da camera, per non dire da cameretta, tra suoni analogici e sintetici, acustica ed elettronica, classica e pop. Nel disco suonano Orang3 (basso elettrico e synth bass), Giuseppe “Passerotto” D’Ortona (drum pad e percussioni), lo stesso Lorenzoni (chitarra acustica, elettrica e loop station), Valerio Smordoni (piano Rhodes e synth) e Carmine Iuvone (violoncello), con i quali Coez ha rivisitato canzoni del suo repertorio come la stessa “È sempre bello”, “Le luci della città”, “Margherita” (qui in duetto con Ariete, la cantautrice simbolo della Gen Z del nuovo pop italiano che piace tanto agli under 20), “Essere liberi”, ma anche cover di amici e colleghi come “Nei treni la notte” di Frah Quintale (che compare al suo fianco) e “Fuori orario” di Guè (così bravo a interpretarla da farla sembrare quasi un pezzo suo).

Oltre ad essere un disco, “From the rooftop 2” è anche un videoclippone registrato sul tetto di un edificio a Roma, alle spalle della Stazione Termini, che immortala Coez e la sua band mentre eseguono dal vivo i brani contenuti nell’Ep: la regia è di Borotalco.tv, già dietro ad alcuni dei videoclip più popolari di questi anni, da quello di “Soldi” di Mahmood a quelli delle hit di Fabio Rovazzi, passando per “Pamplona” di Fabri Fibra e i Thegiornalisti e “Crudelia – I nervi” di Marracash.

Proprio come fece sei anni fa per il primo volume, Coez ha annunciato anche alcune date legate a “From the rooftop 2”: il 16, 17 e 18 dicembre sarà al Teatro degli Arcimboldi di Milano, il 21, 22 e 23 all’Auditorium Conciliazione di Roma. Tutto già sold out. “Prepareremo un set apposito con i brani usciti nei due volumi di FTR più qualche altra chicca riadattata con la band in questa nuova formazione”, anticipa lui. Per chiudere un cerchio.

Tracklist

01. È sempre bello (03:42)
02. Fra le nuvole pt. 2 (02:39)
03. Nei treni la notte (feat. Frah Quintale) (03:01)
04. Fuori orario (03:10)
05. Margherita (feat. Ariete) (02:51)
06. Le luci della città (02:47)
07. Essere liberi (03:31)
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