«MORE D4TA - Moderat» la recensione di Rockol

Il ritorno dei Moderat coincide con il loro disco più completo

“More D4ta” è introspezione e viaggio, romanticismo e malinconia. È fulgida bellezza.

Recensione del 23 mag 2022 a cura di Claudio Cabona

Voto 8/10

La recensione

I ritorni sulle scene, dopo diversi anni, possono essere delle trappole. Possono funzionare oppure, questa è l’ipotesi maggioritaria, deludere i fan e addirittura intaccare quanto di buono fatto in passato. Non è il caso dei Moderat che con “More D4ta” raggiungono la massima espressione del loro sound e del loro immaginario, confezionando il loro album migliore in carriera. Il quarto lavoro della band formata dai Modeselektor (Gernot Bronsert e Sebastian Szary) e Apparat (Sascha Ring), a distanza di sei anni da “III”, è stato anticipato, oltre che da “Fast Land”, brano in cui si sente la tensione verso il futuro, anche dal singolo “Easy Prey”, una sorta di manifesto emozionale.

Emozioni di carne e spirito

La traccia più nuda dell'album è un pop elettronico scintillante che trasmette i sentimenti più personali del trio. Affiancata da pad caldissimi e synth ondeggianti, la performance vocale di Sascha Ring, che in tutto l’album svetta per raffinatezza, guida l'ascesa al chiaro di luna, con un timbro tenero e malinconico che si diffonde nell'aria notturna. Sebbene la maggior parte delle canzoni di “More D4ta” esplorino temi universali, “Easy prey” racconta una storia più personale. È l'unica traccia dell'album i cui testi sono stati scritti prima delle session di registrazione, contempla la relazione tra amore e indipendenza, lamentando quanto diventiamo vulnerabili se l'equilibrio tra due persone va ben oltre il solo amore.

Le dieci canzoni di “More D4ta”, come scritto, arrivano a distanza di sei anni dal precedente progetto, e rappresentano la quintessenza del sound Moderat, nonostante la genesi dell'album non sia stata facile, così come in passato. Quasi vent’anni fa debuttavano con un ep dal titolo “Auf Kosten Der Gesundheit” (Al costo della salute), ma il primo album è arrivato dopo sei anni. A quei tempi, i tre artisti si stavano essenzialmente remixando a vicenda e contemporaneamente si erano trasformati in una band vera e propria, scrivendo insieme e sviluppando un flusso di lavoro ben distinto dagli altri progetti. I grandi successi come “Bad Kingdom” e “Damage done”, arrivati nel tempo, li hanno fatti assurgere a band simbolo di un’elettronica carnale e allo stesso tempo sognante.

I temi e i suoni 

Realizzato in gran parte durante la pandemia e il conseguente stop dei tour, “More D4ta” lotta con i sentimenti di isolamento e sovraccarico di informazioni, problemi diventati particolarmente presenti negli ultimi due anni. Molti dei testi sono radicati nei frequenti viaggi di Ring alla Gemäldegalerie di Berlino (spesso con la figlia neonata al seguito), dove cercava rifugio nei grandi dipinti del passato mentre si preoccupava per il domani. “Drum glow” mantiene intatta quell’oscurità, quasi ci si stesse addentrando in un bosco, mentre “Neon rats” richiama i suoni impazziti di una metropoli frenetica, di connessioni costanti e veloci.

“Soft edit” è più dolce e sacrale. C’è anche il tempo di riavvolgere il nastro del passato, di combatterlo, come si evoca in “Undo Redo”, per poi assurgere a una sorta di riscatto, sancito in “More love”. “More D4ta” è un trip nella contemporaneità, fra nuvole cupe, elettriche e in movimento, simbolo di un futuro difficile, che però vengono squarciate da luci colorate, capace di far muovere il corpo e battere il cuore, esorcizzando tutte le paure.

Tracklist

01. FAST LAND (03:39)
02. EASY PREY (04:26)
03. DRUM GLOW (04:44)
04. SOFT EDIT (01:24)
05. UNDO REDO (04:38)
06. NEON RATS (07:30)
07. MORE LOVE (04:36)
08. NUMB BELL (05:23)
09. DOOM HYPE (04:06)
10. COPY COPY (04:23)
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