«GRACE - Judi Jackson» la recensione di Rockol

Judi Jackson è la grande speranza della black music americana

Nessuna parentela con Michael, ma a garantire per lei ci pensa Wynton Marsalis, uno dei più grandi jazzisti degli ultimi quarant’anni: la recensione del suo (bellissimo) album d'esordio, "Grace" (che parla anche italiano).

Recensione del 04 mar 2022 a cura di Mattia Marzi

Voto 8.5/10

La recensione

Fortuna che esistono ancora dischi come “Grace” e voci come quella di Judi Jackson. Lo metti sul piatto del giradischi, appoggi la puntina e te lo godi dall’inizio alla fine: l’album di debutto della nuova stella della black music statunitense ha una consistenza sonora che ormai sembra sempre più un’eccezione, un fatto straordinario, che qualcosa di scontato. Fiati, archi, bassi pulitissimi: dietro il sound della maggior parte dei brani che compongono la tracklist di “Grace” c’è il tocco magico del “nostro” Tommaso Colliva, che dopo aver lavorato all’estero con i Phoenix, Damon Albarn, Franz Ferdinand e vinto pure un Grammy con i Muse, stavolta mette il cappello su un talento puro. A garantire per Judi Jackson, 28 anni, originaria di Roanoke, Virginia (nessuna parentela con Michael), ci pensa d’altronde Wynton Marsalis. Capito? Wynton Marsalis. Mica l’ultimo arrivato, ma uno dei più grandi jazzisti degli ultimi quarant’anni: una sera di tanti anni fa, quando Judi aveva solamente 14 anni e già stregava le platee con le sue doti canore, si trovava a Roanoke e assistette per caso a un’esibizione della ragazzina, intravedendo nella sua energia e nell’elasticità vocale grosse potenzialità.

L'esordio sulla lunga distanza

Da allora Judi Jackson non s’è mai fermata, anche se per il suo album d’esordio i seguaci della scena jazz d’oltremanica hanno dovuto aspettare tutto questo tempo: ha aperto per Mavis Staples, condiviso i palchi con gli Snarky Puppy, vinto riconoscimenti come il Vocalist of the Year ai Jazz FM Awards, battendo nel 2020 talentuose colleghe come Alice Zawadzki e Georgia Cécile. “Grace” – uscito in digitale lo scorso autunno e ora finalmente disponibile anche in formato fisico – ha ripagato la lunga attesa. Peccato che di questo disco, nato in parte proprio in Italia, a Milano (peraltro alle partiture degli archi ha collaborato Davide Rossi, già al fianco dei Coldplay dai tempi di “Viva la vida”, dei Goldfrapp e dei Duran Duran), se ne sia parlato pochissimo, e per lo più su riviste specializzate, perché ha un potenziale pop enorme.

Chi ha lavorato al disco

Basti ascoltare pezzi come il singolo “Crashing down” o “Strangest engagement”, che non si capisce perché una radio mainstream non dovrebbe passarli: tra gli autori e i compositori che hanno affiancato Judi Jackson nelle lavorazioni di “Grace” ci sono Reuben James, Tim Baxter, Tom Excell, gente già al fianco di John Legend, di Nile Rodgers, di Jasmine Thompson, mentre in “River” c’è lo zampino di Nick Littlemore (già membro degli Empire of the Sun - ricordate le hit “Walking on a dream” e “We are the people”?). La voce della cantante statunitense è calda e potente ma allo stesso tempo cristallina e delicata e nel suo corpo esile e sinuoso sembrano convivere gli spiriti delle grandi del passato, da Billie Holiday a Amy Winehouse, passando per Sarah Vaughan e Nina Simone (alla quale in passato Judi Jackson ha pure dedicato un progetto, “Little girl Blue, a tribute to Nina Simone”).

I passaggi più interessanti 

“Spring” rimanda a un certo r&b Anni ’90 (non solo femminile, anche maschile: R. Kelly su tutti), “Sunrise” suona come un omaggio alla Whitney Houston del momento di massimo splendore (a duettare con la Jackson c’è Arthur Verocai, brasiliano il cui album omonimo del 1972 è considerato un culto). “Blue baby”, invece, non sfigurerebbe nei titoli di testa di un film di 007. Una delle scoperte più piacevoli di questa stagione discografica: siete ancora in tempo per scoprirla prima che diventi una star.

TRACKLIST
"Strawberry Lady"
"Crashing Down"
"Space Gyal"
"Magic"
"Little Sunflower"
"Sunrise"
"River"
"Strangest Engagement"
"Spring"
"Blue Baby"
"Soliloquy"
"Two of Us"
"In the Night"
"Over the Moon"
"Grace"

Tracklist

01. Strawberry Lady (04:42)
02. Crashing Down (04:10)
03. Space Gyal (feat. Blue Lab Beats) (03:21)
04. Magic (04:06)
05. Little Sunflower (00:51)
06. Sunrise (feat. Arthur Verocai) (04:18)
07. River (04:08)
08. Strangest Engagement (04:21)
09. Spring (04:25)
10. Blue Baby (05:08)
11. Soliloquy (03:44)
12. Two of Us (04:03)
13. In the Night (04:52)
14. Over the Moon (04:33)
15. Grace (05:45)

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