Credits: Giuseppe Pappalettera / Concessione in uso a Rockol
Non sono poi molti i musicisti più intimamente newyorkesi di lui. Simon & Garfunkel, Billy Joel. Sicuramente
ve ne sono altri, ma Moby, nato nella zona di Harlem, respira New York City da quando vi ha fatto
ritorno dopo gli anni dell'adolescenza nel Connecticut. L'Undici Settembre era a poca distanza dalle
Torri Gemelle. "Play", il suo album più conosciuto con 10 milioni di copie vendute e ben 9 singoli estratti, è
stato interamente pensato a NYC. Desta pertanto una certa sorpresa la notizia che il musicista, 43 anni, curiosamente
nato proprio l'11 settembre, abbia manifestato l'intenzione di lasciare, anche se forse solamente durante l'inverno, la
Big Apple. Moby ha detto: "Amo New York, è casa mia, dove sono nato e probabilmente è il posto più interessante
e tollerante e particolare del pianeta. Ma, diciamolo, New York in febbraio (ma anche in gennaio ed in marzo) fa
veramente schifo. Alla mattina, quando esci, il freddo ti colpisce in faccia. Inizio a pensare sempre più frequentemente
a migrare. Lo fanno anche gli uccelli, e sembrano perfettamente felici di farlo, perlomeno quando non finiscono nei
motori degli aerei. Magari passerò la primavera e l'autunno a New York, e poi l'inverno in qualche posto più caldo".
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