Cranberries, recensioni del concerto

Cranberries, recensioni del concerto
Su "La Repubblica" Giacomo Pellicciotti recensisce l’unica data italiana dei Cranberries. «C'era una legittima suspense martedì sera tra le vecchie mura del Palalido milanese, unico rifugio italiano scelto dalla band più famosa d'Irlanda dopo gli U2 per l'atteso rientro dopo una parentesi sabbatica che durava da un paio d'anni. Tutto esaurito con 3.500 paganti e vari ospiti, tutti ansiosi di constatare di persona se la salute della primadonna del quartetto di Limerick è di nuovo a posto e se la band ha ritrovato anche dal vivo lo smalto e l'entusiasmo dei suoi primi tre album. Sono bastate le prime tre canzoni a provocare un sospiro di sollievo collettivo: i Cranberries godono di ottima salute, almeno a giudicare dal breve ma intenso concerto dell'altra sera, iniziato alle nove in punto. Un'ora e mezzo di musiche e canzoni tra il lirico e l'autobiografico, congegnate perlopiù dal chitarrista Noel Hogan e dalla biondina-platino Dolores Mary Eileen O'Riordan, che irradia fascino su tutta la band. In particolare proprio il volto del gruppo, Dolores, che nel frattempo ha sposato il suo road-manager e ha avuto un bel bambino, sembra aver scacciato lo spettro dell'anoressia che è stato il vero motivo del lungo silenzio. Nata da una famiglia povera, ultima di cinque fratelli e una sorella, scarsamente istruita, la cantante ha nella voce un dono naturale che non ha appreso da nessuna scuola o conservatorio. (...) Al Palalido la rinfrancata Dolores ha nobilitato un concerto d'altri tempi: solo poche belle luci sul palco, le cassone degli amplificatori ai lati come si usava una volta e i Cranberries occupati a schitarrare ininterrottamente su armonie vagamente "alla Smiths". Ma la differenza, pur nell'uniformità un po' ripetitiva dei brani, la crea la voce davvero incantevole della O'Riordan, emozionante quando ripropone le perle del suo gruppo, rinforzato per il tour da un paio di amici».
Su "Il Giorno", Marco Mangiarotti scrive: «La vera sorpresa è Dolores femme fatale, in pantaloni, fasciata da un abito da sera. Lontana dalla ragazza stressata e anoressica di tre anni fa. Molti i vecchi hit, e la musica irlandese che affiora prepotente in un contesto new wave. Una delizia».
Dall'archivio di Rockol - raccontano Dolores e "In the end", l'album postumo
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