Si inizia a parlare con una certa insistenza dei Vampire Weekend, quartetto di New York che pochi giorni fa si è esibito per la prima volta sulla West Coast. Al Troubadour di Los Angeles il gruppo ha fatto il "tutto esaurito" e la gente ha ballato continuamente per tutti i 45 minuti del set. Ma che genere fanno i Vampire Weekend? Come al solito, che si dia una nuova band a tre critici ed emergeranno quattro definizioni. Ecco così che c'è chi li definisce "party music con beat africani", chi parla del genere come di "Ivy League indie pop" perché i ragazzi vengono dalla Columbia University, chi preferisce definire il loro sound come fatto di "ritmi caraibici", chi ancora scomoda il Paul Simon di "Graceland" (e forse si avvicina maggiormente), poi ancora ad altri i VW fano venire in mente Johnny Clegg con tutte le sfumature terzomondiste e world del caso. La cosa migliore da fare, probabilmente, è andarsi ad ascoltare -gratis, che non fa mai male- i quattro pezzi che i kids hanno postato su http://www.myspace.com/vampireweekend.
A Los Angeles il gruppo ha eseguito questi brani:
'Mansard roof'
'Campus'
'Cape Cod kwassa kwassa'
'M79'
'Bryn'
'I stand corrected'
'A-punk'
'One (Blake's got a new face)'
'The kids don't stand a chance'
'Walcott'.
A Los Angeles il gruppo ha eseguito questi brani:
'Mansard roof'
'Campus'
'Cape Cod kwassa kwassa'
'M79'
'Bryn'
'I stand corrected'
'A-punk'
'One (Blake's got a new face)'
'The kids don't stand a chance'
'Walcott'.
Schede:
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale