The Doors, quarant'anni di leggenda: i ricordi dei superstiti

The Doors, quarant'anni di leggenda: i ricordi dei superstiti
"Quasi non ci credo, quando parlo dei Doors con i ragazzi più giovani. 'Sono passati quarant'anni', mi dicono. 'State scherzando?', rispondo io. Perché a me non sembra che sia passato così tanto tempo". Eppure quarant'anni sono passati davvero, nonostante la percezione del tempo di Robby Krieger, chitarrista che con Ray Manzarek alle tastiere e John Densmore alla batteria ebbero l'onore e il privilegio di accompagnare la voce di Jim Morrison nei Doors. Così dopo gli anni selvaggi, la tragica fine del carismatico leader ed il consolidarsi della leggenda, oggi i tre superstiti sono pronti a festeggiare le prime quattro decadi di presenza sulle scene e nei cuori di centinaia di migliaia di appassionati di tutte le età. Per celebrare questa importante ricorrenza, la Rhino ha deciso di ripubblicare, su Cd e DVD, l'intero corpus musicale del gruppo, immettendo sul mercato versioni rimasterizzate degli album firmati dal quartetto californiano e la raccolta “The very best of the Doors”. Un'occasione, per i tre musicisti, di ripercorrere - anche e soprattutto a beneficio dei più giovani - le tappe che hanno portato il quartetto californiano nell'Olimpo del rock'n'roll. "E' divertente quando sento parlare dei nostri 'primi concerti'", ricorda Manzarek divertito: "Per la verità i nostri primi live li tenevamo in posti assurdi, come night club e bar nella migliore delle ipotesi, ma anche in sudici e piccoli buchi dove mancava veramente tutto". E, a proprosito delle origini, è interessante ascoltare il punto di vista dei Doors su vere e proprie pietre miliari del rock come il primo singolo della band, "Break on through (To the other side)", estratto dall'album di debutto "The Doors", datato 1967: "Tutti pensano che quell''irrompere dall'altra parte' sia riferito alla morte", spiega sempre Manzarek, "Ma per la verità il concetto di passaggio si riferiva all'aprire le porte della percezione, al cambiare il punto di vista". Un gruppo aperto alle esperienze psichedeliche e fortemente legato alla realtà che li ha visti nascere, quello della controcultura californiana degli anni Sessanta: "'Love me two times' parlava dei tanti ragazzi che partivano per il Vietnam, ragazzi ai quali stava venendo negato un futuro, e che quando stavano con le ragazze chiedevano di essere 'amati due volti', una per il presente e una per quel domani che molti di loro non avrebbero mai visto", dice Robby Krieger. Gli fa eco Manzarek, che - a proposito di "Strange days" - racconta: "Quella canzone è tipica dei Doors di fine anni Sessanta... Abbiamo visto morire JFK, Martin Luther King. Pensate al testo: 'Strage days (...) Theyre going to destroy/Our casual joys...'". Momenti così venivano, per così dire, controbilanciati da brani come "Roadhouse blues" (da "Morrison Hotel", 1970): "Quella è la 'party song' definitiva", confessa Manzarek: "Sapete di cosa parlo... Birra, canne, ragazze". Una cosa, in ogni modo, accomuna il sentire dei tre a quattro decenni dalla nascita del mito: "I Doors sono stati la colonna sonora della gioventù di molte persone, più o meno appartenenti alla nostra generazione. Cosa possiamo dire, se non di essere molto fieri di questo?".
“The very best of the Doors”, pubblicato in versione singola e doppia ad edizione limitata, offrirà una panoramica completa sull'opera della band capitanata da Jim Morrison: oltre ai brani originale rimasterizzati, la raccolta includerà anche foto, interviste ai membri superstiti e remix curati da - tra gli altri - Crystal Method, Paul Oakenfold e Adam Freeland. Ecco, di seguito, i contenuti delle due pubblicazioni:


Versione singola:

1. "Break on through"
2. "Light my fire"
3. "Love me two times"
4. "Hello I love you"
5. "People are strange"
6. "Strange days"
7. "Riders on the storm"
8. "L.A. woman"
9. "Touch me"
10. "Roadhouse blues"
11. "Peace frog"
12. "Love street"
13. "Crystal ship"
14. "Soul kitchen"
15. "Love her madly"
16. "Back door man"
17. "Alabama song"
18. "Moonlight drive"
19. "The unknown soldier"
20. "The End" (Edit)

Extra:

"L.A. woman" - Paul Oakenfold Remix
"Hello I love you" - Adam Freeland mix
Booklet interattivo con foto rare e 5 minuti di interviste con i 3 elementi della band


Versione doppia:

1. "Break on through"
2. "Strange days"
3. "Alabama song"
4. "Love me two times"
5. "Light my fire"
6. "Spanish caravan"
7. "Crystal ship"
8. "The unknown soldier"
9. "The end" (full version)
10. "People are strange"
11. "Back door man"
12. "Moonlight drive"
13. "End of the night"
14. "Five to one"
15. "When the music's over"

1. "Bird of prey"
2. "Love her madly"
3. "Riders on the storm"
4. "Orange county suite"
5. "Runnin' blue"
6. "Hello I love you"
7. "The W.A.S.P. (Texas Radio & The Big Beat)"
8. "Stoned immaculate"
9. "Soul kitchen"
10. "Peace frog"
11. "L.A. woman"
12. "Waiting for the sun"
13. "Touch me"
14. "The changeling"
15. "Wishful, sinful"
16. "Love street"
17. "The ghost song"
18. "Whiskey, mystics and men"
19. "Roadhouse blues"

Extra:

"L.A. woman" - Paul Oakenfold Remix
"Hello I love you" - Adam Freeland mix
Maggie McGil John Densmore/FredWreck Remix of "You make me real" - 2Manzarek2 mixes
"Roadhouse blues remix" - Crystal Method vs The Doors
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