Arezzo Wave, dal trionfo allo sfratto

Su "La Repubblica", Andrea Silenzi scrive: «Per Tricky sono accorsi in trentamila. E Youssou N'Dour e i Residents hanno suonato di fronte ad almeno ventimila persone. L'edizione 1999 di Arezzo Wave, in buona sostanza, è stata un trionfo, come dimostrano i numeri: più di centotrentamila spettatori complessivi (record assoluto per la manifestazione), nessun incidente, un'intera città che ha partecipato a questo evento musicale che si ripete ormai da tredici anni e che continua a mantenere inalterata la sua caratteristica principale: tutto, dal campeggio ai concerti, è gratuito. Eppure questo festival che ogni anno regala concerti di grande spessore e di stretta attualità rischia di essere sfrattato. La nuova giunta aretina, capitanata dal sindaco del Polo Luigi Lucherini, ha dichiarato pochi giorni fa che Arezzo Wave non corre rischi di chiusura. Il pericolo, semmai, è quello dello sfratto: l' idea accennata dal neo-sindaco è quella di spostare i concerti dallo Stadio Comunale (luogo collaudato e ideale sotto molti punti di vista) alle cave situate a circa sette chilometri dalla città. Un posto abbandonato a se stesso dove, come sottolinea Mauro Valenti, ideatore e mente del festival, "bisogna costruire tutto, non c'è nemmeno la viabilità, e questo può dare un'idea di quali potrebbero essere i costi per mettere in piedi le strutture necessarie. Finora non abbiamo ricevuto nessuna proposta", ha dichiarato Valenti, "ma mi hanno chiesto perchè non facciamo pagare un biglietto d' ingresso per allontanare quelli che vengono definiti "girovaghi rissosi e molesti". Ma Arezzo Wave non può che essere gratis. Per quanto ci riguarda, il festival rimane com'è"».
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