Credits: Emanuela Bonetti / Concessione in uso a Rockol
E’ estremamente raro che il premio Mercury sia assegnato al favorito della
vigilia; i giudici infatti fanno di testa loro e spesso premiano gli
artisti meno quotati. E’ accaduto così anche lo scorso anno, quando a
sorpresa vinsero Antony And The Johnsons. Stavolta, invece, la vittoria è
andata proprio al gruppo da tutti indicato e che, in un certo senso, non
poteva non vincere: gli Arctic Monkeys. Il quartetto di Sheffield, nel
corso di una cerimonia svoltasi presso l’albergo di lusso Grosvenor House
a Park Lane, Londra, oltre all’onore si è portato a casa anche un assegno
da 20.000 sterline, circa 29.400 euro. Tra gli altri artisti in corsa vi
erano Thom Yorke e gli Scritti Politti. Il Mercury viene assegnato dal
1992 e solitamente gli artisti che vincono od anche che vengono
semplicemente inclusi tra le nomination ne traggono beneficio; dopo la
vittoria l’album di Antony And The Johnsons, ad esempio, sul mercato
britannico prese a vendere il quintuplo.
Alla cerimonia si è esibito, tra gli altri, Thom Yorke. Alex Turner, il leader degli Arctic Monkeys, ha (forse) scherzosamente affermato che in realtà il Mercury avrebbe dovuto essere assegnato a Richard Hawley, che qualcuno ha già soprannominato “il Johnny Cash dello Yorkshire”.
Alla cerimonia si è esibito, tra gli altri, Thom Yorke. Alex Turner, il leader degli Arctic Monkeys, ha (forse) scherzosamente affermato che in realtà il Mercury avrebbe dovuto essere assegnato a Richard Hawley, che qualcuno ha già soprannominato “il Johnny Cash dello Yorkshire”.
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