La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a [email protected]. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.
ARCTIC MONKEYS
BIGLIETTI IN VENDITA SUL CIRCUITO TICKET ONE DA GIOVEDI’ 16 FEBBRAIO
Il primo singolo“I bet you look good on the dancefloor” conquista presto il primo posto nella classifica britannica dei singoli, seguito sempre al primo posto anche dal secondo “When the Sun goes down”.
Il 26 gennaio esce per la Domino (stessa etichetta dei Franz Ferdinand) l’attesissimo disco di debutto “Whatever people say I am, that’s what I’m not” e gli Arctic Monkeys entrano nella storia delle vendite discografiche britanniche con più di 350.000 copie vendute nel corso della sola prima settimana e raggiungendo le 680.000 in solo 2 settimane e superando il milione di copie nel mondo in soli 8 giorni..
La stampa di tutto il mondo acclama questo fenomeno e tutti ne parlano (“The Times” dedica ampio spazio alla band inglese, mentre il “Sun” li definisce come “il nuovo miglior gruppo del Paese, con l’album più hot del 2006”)
Naturalmente, sono state le chitarre a dare il calcio di inizio a questo uragano: esattamente due, che Alex e Jamie Cook ricevettero come regalo di Natale tre anni fa. La coppia cominciò ad esercitarsi furiosamente – alcuni direbbero competitivamente – prima che Andy Nicholson (basso) e Matt Helders (batteria) raggiungessero il gruppo.
Il tempo di pochi concerti e la band si è ritrovata a suonare di fronte a folle che conoscevano a memoria le parole che nemmeno Alex aveva ancora imparato del tutto. La ragione? I demo che avevano distribuito gratis alle prime esibizioni, in vero stile punk fai-da-te.
Quando le canzoni hanno cominciato a girare di mano in mano, sono cominciate a succedere cose bizzarre come presentarsi a concerti a Wakefield e trovare dei fans dei Monkeys venuti in macchina da posti lontani come Aberdeen. E quando la band ha suonato al Boardwalk all’inizio di quest’anno sono stati accolti da un pubblico intero che cantava le parole di “When the Sun Goes Down”, una canzone che non era ancora stata incisa.
Ai concerti il pubblico va in delirio “Avevamo gente che faceva crowd-surf e atterrava sulle spie. Un ragazzo è arrivato volando sopra la folla e si è fracassato la guancia sul bordo del palco, un altro ci è rotolato sopra, un atterraggio perfetto come quello di un ginnasta. Ma il meglio è quando tutti saltano” dice Alex.
E naturalmente, per una band che non si è mai seduta a tavolino a pensare alle cose, alla domanda del “cosa succederà dopo” segue una scrollata di spalle: “Alla gente interessa già davvero la musica. Si vede nei loro occhi. Ma credo che la cosa possa crescere ancora. Invece che centinaia di persone che cantano, potrebbero essere migliaia. Mi chiedo se dà una sensazione diversa”. Forse, come noi, lo scopriranno.
Sito ufficiale:
www.arcticmonkeys.com
INFO
Indipendente Eventi e Produzioni
Tel. 0434 20 86 31
www.indipendente.com
[email protected]
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Il primo singolo“I bet you look good on the dancefloor” conquista presto il primo posto nella classifica britannica dei singoli, seguito sempre al primo posto anche dal secondo “When the Sun goes down”.
Il 26 gennaio esce per la Domino (stessa etichetta dei Franz Ferdinand) l’attesissimo disco di debutto “Whatever people say I am, that’s what I’m not” e gli Arctic Monkeys entrano nella storia delle vendite discografiche britanniche con più di 350.000 copie vendute nel corso della sola prima settimana e raggiungendo le 680.000 in solo 2 settimane e superando il milione di copie nel mondo in soli 8 giorni..
La stampa di tutto il mondo acclama questo fenomeno e tutti ne parlano (“The Times” dedica ampio spazio alla band inglese, mentre il “Sun” li definisce come “il nuovo miglior gruppo del Paese, con l’album più hot del 2006”)
Naturalmente, sono state le chitarre a dare il calcio di inizio a questo uragano: esattamente due, che Alex e Jamie Cook ricevettero come regalo di Natale tre anni fa. La coppia cominciò ad esercitarsi furiosamente – alcuni direbbero competitivamente – prima che Andy Nicholson (basso) e Matt Helders (batteria) raggiungessero il gruppo.
Il tempo di pochi concerti e la band si è ritrovata a suonare di fronte a folle che conoscevano a memoria le parole che nemmeno Alex aveva ancora imparato del tutto. La ragione? I demo che avevano distribuito gratis alle prime esibizioni, in vero stile punk fai-da-te.
Quando le canzoni hanno cominciato a girare di mano in mano, sono cominciate a succedere cose bizzarre come presentarsi a concerti a Wakefield e trovare dei fans dei Monkeys venuti in macchina da posti lontani come Aberdeen. E quando la band ha suonato al Boardwalk all’inizio di quest’anno sono stati accolti da un pubblico intero che cantava le parole di “When the Sun Goes Down”, una canzone che non era ancora stata incisa.
Ai concerti il pubblico va in delirio “Avevamo gente che faceva crowd-surf e atterrava sulle spie. Un ragazzo è arrivato volando sopra la folla e si è fracassato la guancia sul bordo del palco, un altro ci è rotolato sopra, un atterraggio perfetto come quello di un ginnasta. Ma il meglio è quando tutti saltano” dice Alex.
E naturalmente, per una band che non si è mai seduta a tavolino a pensare alle cose, alla domanda del “cosa succederà dopo” segue una scrollata di spalle: “Alla gente interessa già davvero la musica. Si vede nei loro occhi. Ma credo che la cosa possa crescere ancora. Invece che centinaia di persone che cantano, potrebbero essere migliaia. Mi chiedo se dà una sensazione diversa”. Forse, come noi, lo scopriranno.
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