Credits: Alex Pennino
L’aveva promesso: un solo concerto nel 2005 e una tournée corposa nel 2006. E così è stato: dopo la sovraesposizione per il “Campovolo” del settembre scorso, dopo il (relativo) silenzio prenatalizio seguito alla pubblicazione di “Nome e cognome”, oggi 24 gennaio Ligabue è tornato ad incontrare la stampa per presentare il tour che lo terrà impegnato da qui alla fine dell’estate, con una coda (ancora da annunciare ufficialmente) per l’autunno.
Il tour è uno e trino: si parte il 7 febbraio all’Alcatraz di Milano, si va avanti per due settimane nei club; poi si riprende a fine marzo per le date nei palazzetti; altra pausa e altra ripartenza per le date negli stadi, dal 19 maggio di Ancona fino al 6 agosto di Pescara, con pause per evitare la sovrapposizione con i Mondiali di calcio. Un totale di 26 date, di cui 2 (quelle negli stadi di Sicilia e Puglia) ancora da definire nel luogo preciso. Il tour, che avrà una coda autunnale nei teatri in chiave acustica (dettagli ancora da definire), è organizzato ancora una volta dall’accoppiata Friends & Partners/Barley Arts, già responsabili di Campovolo.
E’ questo argomento ad occupare la prima parte della conferenza stampa, con Claudio Trotta (Barley) e Ferdinando Salzano (F&P) che rivendicano i meriti dell’operazione (oggi Liga ha ricevuto un “biglietto di platino” per il record europeo di vendite di tutti i tempi e il record del 2005) e spiegano i problemi che hanno dato luogo alle ben note polemiche (vedi News). Riassume tutto lo stesso Ligabue dicendo: “Sono entusiasta del Campovolo. Eravamo tutti un po’ spaesati dall’enormità della situazione, sia noi musicisti che il pubblico, e questo si vede bene nel DVD. Mi spiace se non tutti hanno avuto il servizio che si aspettavano, ma il mio lavoro è mandare la gente a casa contenta, e credo di averlo fatto bene. Ora, però, scusatemi, ho bisogno di suonare: ho un album di cui vado orgoglioso, e di cui finora ho suonato solo tre canzoni dal vivo, proprio a Campovolo”.
Il tour, in realtà, inizia questa sera, con la registrazione per MTV di “Storytellers” (in onda lunedì 6 febbraio in prima serata), formato che prevede la performance di brani alternata alla narrazione delle storie dietro le canzoni. Liga suonerà diversi brani del nuovo disco, da solo, con La Banda e con i Clandestino.
Questi ultimi, musicisti “storici” del Liga rispolverati sul palco Vintage a Campovolo, lo accompagneranno nel tour nei club, i cui biglietti saranno messi in vendita per il 75% direttamente nei locali stessi, e per il 25% via internet, con alcune forme di promozione per l’acquisto contemporaneo delle date in palazzetti e stadi (dettagli su www.barleyarts.com e www.friendsandpartners.net); a partire da queste ultime sezioni del tour, tornerà La Banda, con l’aggiunta di un nuovo tastierista per cui si stanno tenendo le audizioni in questi giorni.
Per il resto, fioccano le domande sulle attività collaterali. Liga risponde gentilmente a tutti e si sofferma sul cinema, per cui non esclude un ritorno: “il solito produttore”, dice riferendosi a Domenico Procacci che aveva prodotto “Radiofreccia” e “Da zero a dieci” con la sua Fandango, “periodicamente mi chiede quando farò un altro film. Spero capiterà, prima o poi: quando avrò una storia che non potrò fare a meno di raccontare e che mi convincerà a immergermi per un anno e mezzo in un culo bestiale come quello del fare un film”.
Il tour è uno e trino: si parte il 7 febbraio all’Alcatraz di Milano, si va avanti per due settimane nei club; poi si riprende a fine marzo per le date nei palazzetti; altra pausa e altra ripartenza per le date negli stadi, dal 19 maggio di Ancona fino al 6 agosto di Pescara, con pause per evitare la sovrapposizione con i Mondiali di calcio. Un totale di 26 date, di cui 2 (quelle negli stadi di Sicilia e Puglia) ancora da definire nel luogo preciso. Il tour, che avrà una coda autunnale nei teatri in chiave acustica (dettagli ancora da definire), è organizzato ancora una volta dall’accoppiata Friends & Partners/Barley Arts, già responsabili di Campovolo.
E’ questo argomento ad occupare la prima parte della conferenza stampa, con Claudio Trotta (Barley) e Ferdinando Salzano (F&P) che rivendicano i meriti dell’operazione (oggi Liga ha ricevuto un “biglietto di platino” per il record europeo di vendite di tutti i tempi e il record del 2005) e spiegano i problemi che hanno dato luogo alle ben note polemiche (vedi News). Riassume tutto lo stesso Ligabue dicendo: “Sono entusiasta del Campovolo. Eravamo tutti un po’ spaesati dall’enormità della situazione, sia noi musicisti che il pubblico, e questo si vede bene nel DVD. Mi spiace se non tutti hanno avuto il servizio che si aspettavano, ma il mio lavoro è mandare la gente a casa contenta, e credo di averlo fatto bene. Ora, però, scusatemi, ho bisogno di suonare: ho un album di cui vado orgoglioso, e di cui finora ho suonato solo tre canzoni dal vivo, proprio a Campovolo”.
Il tour, in realtà, inizia questa sera, con la registrazione per MTV di “Storytellers” (in onda lunedì 6 febbraio in prima serata), formato che prevede la performance di brani alternata alla narrazione delle storie dietro le canzoni. Liga suonerà diversi brani del nuovo disco, da solo, con La Banda e con i Clandestino.
Questi ultimi, musicisti “storici” del Liga rispolverati sul palco Vintage a Campovolo, lo accompagneranno nel tour nei club, i cui biglietti saranno messi in vendita per il 75% direttamente nei locali stessi, e per il 25% via internet, con alcune forme di promozione per l’acquisto contemporaneo delle date in palazzetti e stadi (dettagli su www.barleyarts.com e www.friendsandpartners.net); a partire da queste ultime sezioni del tour, tornerà La Banda, con l’aggiunta di un nuovo tastierista per cui si stanno tenendo le audizioni in questi giorni.
Per il resto, fioccano le domande sulle attività collaterali. Liga risponde gentilmente a tutti e si sofferma sul cinema, per cui non esclude un ritorno: “il solito produttore”, dice riferendosi a Domenico Procacci che aveva prodotto “Radiofreccia” e “Da zero a dieci” con la sua Fandango, “periodicamente mi chiede quando farò un altro film. Spero capiterà, prima o poi: quando avrò una storia che non potrò fare a meno di raccontare e che mi convincerà a immergermi per un anno e mezzo in un culo bestiale come quello del fare un film”.
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