Martin Barre: "Aqualung non è un disco perfetto"
Martin Barre non ha l'atteggiamento della rockstar. Nonostante abbia plasmato per decenni il suono dei Jethro Tull e firmato alcuni dei riff più iconici della storia del rock, il chitarrista britannico affronta la vita e la musica con una semplicità disarmante e un'ironia caustica, rivolta in primis verso sé stesso.
Schietto e senza peli sulla lingua, Barre smonta ogni aura di sacralità: ammette ridendo i propri limiti — dalla fallimentare vocazione da cantante ai testi che definisce con candore "imbarazzanti" —, ridimensiona l'ansia da prestazione (causata una volta da "quel disgraziato di Brian May") con la filosofia di chi ha capito che "nulla importa poi così tanto" e regala stoccate affilate alla politica e al panorama musicale odierno. Lontano dalla nostalgia e del tutto privo della tentazione di autocelebrarsi, emerge il ritratto di un artista libero, consapevole e guidato da una sola vera ossessione: la melodia.
Martin, sei sempre stato un chitarrista molto orientato alla melodia. Sai come far cantare la chitarra. Come ci riesci?
Credo dipenda dal fatto che io non so cantare. Voglio dire, ci ho provato. Per mesi mi sono esercitato solo per cantare intonato, perché la cosa peggiore al mondo è essere stonati. E alla fine ci sono riuscito, ero intonato, e ho registrato. Ho fatto delle canzoni con la mia voce, ma non c'era qualità. Quindi penso che, siccome non canto, trovo la melodia sulla chitarra, e per questo amo la melodia. Amo Brahms, Mozart, Elgar, Beethoven. Amo le melodie che governano il mondo. Quindi, per me, cerco sempre la melodia. Non suono il blues. La mia priorità non è suonare blues o rock o fare tapping. È trovare una melodia che si adatti agli accordi. È una cosa speciale.
La musica oggi ha un significato diverso per te rispetto al passato?
Sì, perché so molte più cose. E non ne saprò mai abbastanza, ma mi sento più a mio agio con me stesso perché so che non diventerò mai migliore di così. Già solo rimanere allo stesso livello sarebbe abbastanza difficile, perché man mano che invecchi il corpo e la mente non vanno più così velocemente. Ma se riesco a rimanere dove sono il più a lungo possibile, sarei molto felice, anche se non sento l'obbligo di imparare. Mi piacerebbe imparare la classica, il flamenco o il bluegrass, ma abbraccio tutti questi stili di musica in quello che faccio. Semplicemente mi sento a mio agio nell'essere me stesso perché dico: "Questo sono io. Non devo per forza piacerti. Potresti pensare che sia fantastico, e questo è molto gentile. Potresti pensare che sia terribile, va bene lo stesso. Oppure potresti pensare che sia ordinario, e va bene anche così." Non sento quella pressione di dover dimostrare o realizzare qualcosa.
C'è qualcosa che fai oggi che non avresti mai potuto fare durante gli anni con i Jethro Tull?
Ho la libertà, la libertà di suonare qualsiasi musica io voglia. Una delle cose che amo di più nella musica è arrangiare, quindi amo prendere un pezzo musicale proprio come farebbe un cuoco, uno chef dice di fare un dessert "decostruito". Ora non voglio fare un altro piatto di spaghetti o un'altra torta di mele. Prendo quel piatto, lo scompongo nei suoi ingredienti base e poi lo ricostruisco a modo mio, e potrebbe non essere migliore — probabilmente non lo è — ma poi diventa tuo. Amo farlo, e amo scrivere parti per altri strumenti, per le voci. Quindi quando faccio delle canzoni, ho già in mente tutte le armonie. So che cosa sono, e quando arriva il cantante gli dico: "Questa è la linea principale, poi fa così. Questa è la prima armonia con cui suono". È una cosa meravigliosa da riascoltare. È un ingrediente magico nella musica.
Album come Aqualung o Thick as a Brick offrivano una feroce critica alle istituzioni, alla religione e alla morale dell'epoca. Oggi credi che la musica rock abbia perso la sua capacità di invettiva?
Non lo so, le realtà politiche non mi interessano. Guardo i telegiornali e vedo i politici: detto tra noi, non me ne piace nessuno. Nemmeno uno. Non ce n'è uno di cui direi: "Mi piacerebbe averlo a cena". "Vieni a prendere un caffè". No. Sono sinceramente disperato per la politica e per il mondo, mentre tutti cerchiamo di renderlo un posto migliore ed essere più ecologici. Lo faccio perché odio gli sprechi. Odio l'immondizia. Odio l'inquinamento. È orribile, ma ne faccio parte perché volo ovunque e guido auto. Non posso assolutamente essere una voce in capitolo, perché sarebbe ipocrita. L'unica cosa che mi interessa è rendere il pianeta un posto più piacevole o fare in modo che rimanga bello almeno com'è, per evitare che peggiori. Sono un ipocrita, perché se volessi davvero rendere questo pianeta migliore, me ne starei seduto a casa mia senza andare da nessuna parte. Non avrei un'auto. Non volerei da nessuna parte. Non sarei qui da te. Ma alla fine questo, la musica, per me è più importante, quindi sono io il problema. Ma la politica... non sopporto tutta quella retorica.
Leggo molti libri di storia. Ho letto la storia dell'Inghilterra, degli Stati Uniti, della Russia. Se pensi che le cose siano strane adesso, leggi la storia. È già successo tutto. In America ci sono stati due o tre presidenti che erano terribili esattamente quanto Trump. È già successo prima. Non è una novità. "Oh mio Dio, ci credi che quell'uomo è presidente?": sì, avete già avuto presidenti del genere. Erano persone terribili. Ci sono state brutte decisioni, solo cattiva politica. Ma la gente non lo sapeva perché non c'era Internet. Quindi ora, se qualcuno fa qualcosa, pochi secondi dopo lo sanno tutti. Allora non tutti sapevano che cosa stesse succedendo, era tutto nascosto.
Quindi no, quei temi non mi interessano. Dal punto di vista dei testi, preferirei parlare di... in realtà sono terribile con i testi, ma Dan (Crisp, ndr) deve cantarli. Rabbrividisco quando mostro a Dan i miei testi. Ci passo un sacco di tempo, è difficile da credere, ma questo è il massimo che potrò mai fare; visto che non canto, risultano goffi e non si adattano alla melodia. È un incubo, è il mio punto debole, non sono poetico. Mia moglie invece adora i testi quando ascolta musica e dice: "Oh, questa canzone è fantastica!". E io: "Suona noiosa". "No, no, ascolta il testo". Come nella musica country western: io dico: "Beh, è tutto uguale. È come se ci fosse qualcuno in una stanza che fa 30 canzoni al giorno, ogni giorno". Lei risponde: "No, non stai ascoltando il testo, è lì che sono fantastici". Io non ne so niente. Non ne sono capace.
Qual è una lezione che hai imparato troppo tardi?
Imparare a non preoccuparmi delle cose. Una volta avevamo un grande concerto, in Italia e Germania, e Brian May era a Francoforte. Lo conosco bene. Mi dicono: "Brian sta venendo al concerto". Mi sono innervosito. "Oh no, oh no. Corde nuove subito, oh no, no". Ero così nervoso che ho fatto il peggior concerto della mia vita. Alla fine ho chiesto: "Era qui?". "Oh no, non si è presentato". E questa è la lezione. Tutto per niente. Quel disgraziato non si è nemmeno disturbato a venire! Tutta quella pressione per niente. E pensi solo: perché? Ma questa è la lezione della vita. Non faceva alcuna differenza. Ma poiché lui non c'era, tutti gli altri si sono beccati uno spettacolo di merda. Ed è di questo che mi sono sentito in colpa, perché non se lo meritavano. Devi solo avere la mente sgombra. Fai del tuo meglio, e se non è abbastanza pazienza.
Sembra che il livello generale sia basso anche facendo del nostro meglio.
Sento cose davvero terribili. Stavo seguendo in TV in diretta il festival di Reading, perché la sera successiva ci sarebbe stata la mia preferita, Raye; la adoro. Ma quella sera ho sentito un gruppo, e non citerò il nome... davvero deprimente. Erano così bravi a fare schifo che mi hanno depresso. E ho pensato: dopo tutti questi anni di musica, persone così scarse possono essere gli headliner di un grande festival? Sono davvero terribili, musicisti orribili. È stato tremendo. E penso: come può succedere oggi? Ma sai cosa? Non importava, perché alla gente piaceva. E io ero lì tipo: "No, no, non farlo, è terribile. Vattene via". Ma alla fine niente importa. Questa è la lezione.
Raye è la tua preferita. E tra i chitarristi contemporanei?
No, no, nessuno. Ne ho sentiti troppi. Li ho sentiti tutti. Ho visto due chitarristi in stile flamenco in Inghilterra circa due mesi fa, i Katona Twins. È il peggior nome che potresti mai scegliere, Katona Twins. Sembra un duo comico. Ma sono ragazzi giovani dell'Ungheria e suonano musica classica spagnola, non flamenco, ma con quell'influenza. Erano favolosi. Quelli li ho adorati, e andrò a vedere un quartetto di chitarre classiche quando tornerò in Inghilterra. E ce ne sono parecchi. C'è il LA Guitar Quartet, c'è lo Scottish Guitar Quartet e quello brasiliano. Ho tutti i loro album, e sono quattro musicisti classici che suonano Mozart, ma magnificamente. Tutto il resto lo conosco già. C'è gente straordinaria, ma l'ho già sentita prima. Pensi: "Sì, sei fantastico, io non so farlo. Sei incredibile, non sarò mai in grado di farlo, ma non voglio farlo". E l'ho già visto fare ad altri, quindi non sei unico.
Tutta tecnica e niente emozione.
Sì, è così. L'emozione... non lasciano trasparire l'emozione. Non c'è spazio per quella.
Hai vissuto decenni di radicali cambiamenti nell'industria musicale. Quale dinamica odierna trovi più distante rispetto agli anni d'oro del prog?
Non credo ci siano stati anni d'oro. Non guardo al passato. Quando la gente mi chiede: "Oh, quale album dei Jethro Tull ti piace?". Non lo so. Nessuno di essi. Forse mi piace una canzone da quello, forse una da quell'altro. E poi la vecchia musica, in generale, non mi interessa. È andata, ed è lì storicamente. Quindi puoi ascoltare i Concerti Brandeburghesi di Bach, sono lì da molto tempo perché sono fantastici. E penso a Neil Young, Stevie Wonder, Chicago, Zappa, Beefheart... c'è della musica che durerà per sempre. Sarà sempre grande musica del suo tempo. Quindi è sempre lì, ma in generale la maggior parte è usa e getta. È un po' come il pop degli anni '80: è stato divertente, ma è andato, e io cerco qualcosa di nuovo.
Quindi voglio sempre cercare qualcosa di nuovo e voglio essere ispirato. Voglio sentire una band stasera che mi faccia saltare sulla sedia e dire: "Wow, sono fantastici". È questo che voglio. E ce ne sono alcune, ma pochissime. Per me pochissime, poi magari per la gente là fuori ci sono un sacco di band che piacciono. Ma per me, penso sempre: "Sono fantastici, ma non stanno facendo nulla di unico". L'ho già sentito negli anni '90, ed è bello, ma sono molto esigente. Non sono la persona adatta a cui chiedere di musica perché ho opinioni molto forti e nette.
Forse dovremmo essere tutti più esigenti.
Non sarai mai come me, te lo prometto. Il livello generale sta andando così... poi penso: forse anche mio padre diceva queste cose. In realtà no, ma in genere i genitori dicono: "Non mi piace la nuova musica. Ascoltavo questa, quella sì che era vera musica". Non voglio essere quel tipo di persona, ma ho un'opinione molto forte. Non ha nulla a che fare con l'età di qualcuno. Prendi quei questionari tipo "qual è stato il miglior album degli anni '60?". Dopo aver inviato la risposta, ho pensato: "Avrei dovuto mettere Music from Big Pink di The Band", perché chiedevano: "Quale album degli anni '60 ha cambiato il tuo modo di essere?". E penso di aver scritto Sgt. Pepper's, perché Sgt. Pepper's è stato una pietra miliare per la produzione, la composizione... era semplicemente musica elevata. Anche il primo album di Crosby, Stills & Nash è fantastico. After the Gold Rush sarà sempre un grande album pieno di grande musica, ed è l'unica cosa che non realizzerò mai. Perché fare una cosa del genere, produrre qualcosa che abbia quella longevità e quel prestigio... è raro, super raro.
Ma anche Music from Big Pink... non avevo mai sentito niente del genere. Quando l'ho ascoltato per la prima volta, ho imparato ogni singola canzone. Volevo suonare ogni canzone, ed era così innovativo nell'approccio, nella composizione e nell'esecuzione. Quindi quello sarà sempre un album storicamente fantastico. Non credo che i Jethro Tull ne abbiano uno.
Posso dissentire?
Prendi Aqualung: Aqualung non è perfetto. I dischi di Neil Young lo sono. Quando riascolto Aqualung trovo ancora imperfezioni. Ma è un buon disco.