Super Bowl 2027: il caso Macklemore mette in difficoltà Jay-Z
Il caso Macklemore arriva fino al Super Bowl. A pochi mesi dal grande appuntamento del 2027, che si terrà al SoFi Stadium di Los Angeles, la scelta dell’artista chiamato a esibirsi durante l’halftime show non è ancora stata ufficializzata e, secondo quanto riportato dal Daily Mail, la ricerca starebbe incontrando più difficoltà del previsto. Dal 2019 Roc Nation, la società di Jay-Z, collabora con la NFL nella selezione e nella produzione dello show dell’intervallo. Negli ultimi anni sul palco del Super Bowl si sono esibiti artisti come Bad Bunny e Kendrick Lamar, che hanno messo in piedi performance ricche di significato, senza risparmiare critiche a certe politiche. Ora, però, il clima attorno all’evento sarebbe diventato più complesso, soprattutto per il timore che un'esibizione possa trasformarsi in un terreno di scontro politico più violento, a livelli più alti.
Una fonte vicina a Jay-Z e alla NFL, citata dal Daily Mail, sostiene che per l’edizione 2027 sia molto probabile uno spettacolo con più di un artista. Secondo la stessa fonte, Jay-Z starebbe persino valutando la possibilità di esibirsi personalmente, affiancato da alcuni ospiti, nel caso in cui non si riuscisse a chiudere rapidamente con un altro performer. La situazione si inserisce nel clima creatosi dopo il caso Macklemore. Il rapper è stato escluso dalla parte statunitense del "Loop Tour" di Ed Sheeran dopo aver espresso il proprio sostegno alla Palestina durante un concerto al MetLife Stadium, pronunciando anche le parole "Free Palestine". La decisione è arrivata dopo che diversi proprietari degli stadi interessati dal tour avevano comunicato alla società promotrice di non voler ospitare gli spettacoli con Macklemore nel cast.
Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium e dei New England Patriots, ha confermato che Macklemore non avrebbe potuto esibirsi nella struttura, motivando la decisione per quelle che ha definito "recenti azioni con retorica e immagini antisemite". Macklemore ha respinto le accuse. Ed Sheeran ha cercato di chiarire, goffamente, che la decisione non è stata presa da lui, ma dalla società promotrice e dai proprietari delle venue, spiegando di aver cercato di mediare tra le parti. La vicenda ha avuto conseguenze anche sul resto della tournée: diversi artisti, tra cui Finneas, Lukas Graham, Aaron Rowe e Beoga, hanno annunciato il loro ritiro in solidarietà con Macklemore.
Ed è proprio questo episodio, secondo la fonte citata dal Daily Mail, ad aver alimentato i timori attorno al Super Bowl. L’halftime show, tradizionalmente considerato uno dei più importanti palcoscenici della musica mondiale, potrebbe infatti esporre gli artisti a un livello di cortocircuito politico particolarmente elevato. La fonte sostiene che un performer potrebbe trovarsi sotto pressione non soltanto per eventuali dichiarazioni politiche, ma anche per le reazioni dell’amministrazione Trump, dello stesso presidente o della comunità ebraica.
Il risultato, sempre secondo la ricostruzione del tabloid britannico, sarebbe una crescente cautela da parte degli artisti contattati. Lo spettacolo dell’intervallo non prevede infatti un tradizionale compenso milionario per l’esibizione: il principale ritorno per gli artisti è rappresentato dalla gigantesca esposizione televisiva e dalle opportunità promozionali legate all’evento. In questo scenario, l’eventuale scelta di Jay-Z di salire sul palco avrebbe un significato particolare. Finora il rapper è rimasto soprattutto dietro le quinte, attraverso Roc Nation, contribuendo alla selezione degli artisti. Un suo coinvolgimento diretto potrebbe quindi rappresentare un cambio di ruolo rispetto alle ultime edizioni. Secondo la fonte del "Daily Mail", l’obiettivo sarebbe quello di annunciare il nome o i nomi dell’halftime show entro la fine di settembre. Se però non si arrivasse rapidamente a un accordo, l’annuncio potrebbe slittare fino a novembre.