Gli Oasis disertano la conferenza stampa a Venezia: “Ma sono qui”
Gli Oasis sono a Venezia, ma evitano i giornalisti. Liam e Noel Gallagher hanno disertato la conferenza stampa di presentazione di “Oasis: Don’t look back in anger”, il docu-film sulla loro reunion, lasciando ai registi il compito di raccontare il progetto e di spiegare il significato di un ritorno atteso per anni. Sbarcati ieri al Lido, i due fratelli più rissosi del rock hanno preferito sottrarsi al circo mediatico, alimentando così, paradossalmente, ancora di più la curiosità attorno al loro ritorno insieme. Se davanti ai giornalisti non si sono fatti vedere, la loro presenza a Venezia è però tutt’altro che un mistero. Si sono fatti fotografare all’arrivo nella città lagunare e questa sera alle 20.45 sfileranno sul red carpet del festival, prima di partecipare alle 21.30 alla proiezione in programma nella Sala Grande della Mostra del Cinema.
«Erano qui un istante fa per le foto, quindi ci sono», hanno fatto sapere Will Lovelace e Dylan Southern, i due registi di “Oasis: Don’t look back in anger”, che hanno fatto le veci dei Gallagher in conferenza stampa insieme a Steven Knight, che ha ideato il docu-film. «Non so se la realizzazione del film abbia influenzato la loro relazione, ma di certo abbiamo immortalato il loro riavvicinamento. Penso che il mondo intero fosse interessato a quei quindici anni di separazione e se l’operazione avrebbe funzionato. È stato un privilegio poter vedere quel rapporto avvicinarsi, sia durante le prove che durante il tour», ha detto quest’ultimo.
La prima intervista insieme
“Oasis: Don’t look back in anger” arriverà al cinema il 10 settembre, anche in Italia. Successivamente il film sarà disponibile su Disney+. «Volevamo fare un film sulla rinconciliazione, la redenzione e il perdono», hanno spiegato i registi parlando del progetto, mentre cresce l’attesa per l’annuncio delle date del tour 2027, che dovrebbe far tappa anche in Italia. Il film segue il tour della reunion del 2025 dalle prove ai concerti in giro per il mondo, passando per lo storico debutto del 4 luglio al Principality Stadium di Cardiff: «Abbiamo messo le telecamere nella sala prove e le abbiamo lasciate filmare quello che succedeva. L’idea di fondo era che non doveva sembrare tutto mediato, ma il più simile possibile a come sarebbe stato se le telecamere non ci fossero state». Il docu-film alterna le immagini dei concerti, quelle delle prove e interviste ai fan. Parlano anche Noel e Liam, naturalmente. Ma solo alla fine i due fratelli compaiono per la prima volta uno accanto all’altro per un’intervista, la prima concessa dopo la reunion. Una scelta narrativa: «Se i fan li avessero visti seduti insieme fin dall'inizio del film, poi non ci sarebbe stato più nulla da dire».
Il significato del film
La storia è di grande attualità, oltre che essere universale: «Questo film parla del presente, di ciò che sta accadendo ora. Lo spirito di questo film era intenzionalmente questo: in un'epoca di rancore e meschinità, di anonimi che si urlano contro sui social media, questo film parla di persone che trovano un terreno comune, che si riconciliano. Abbiamo scoperto, nelle prime proiezioni a porte chiuse, che per chi lo guarda è un'esperienza molto emozionante. Probabilmente ognuno di noi ha qualcuno da cui si è allontanato. E dopo aver visto questo film ti viene da pensare: “Ok, forse dovrei mandare un messaggio a quella persona o telefonarle”. È questo il punto, riguarda il presente e il futuro».
E ora?
E alla domanda se continueranno a darsi la mano o se invece torneranno a farsi la guerra, ora che sono tornati finalmente insieme a distanza di sedici anni da quella furibonda lite nel backstage del Rock en Seine di Parigi che nell’agosto del 2009 spezzò la favola della band della classe operaia di Manchester partita dal nulla per conquistare il mondo intero, i registi rispondono: «Se si lasceranno ancora? Non sembra: vanno molto d’accordo».