Jack White voleva "Seven nation army" in un film di James Bond
Stando a quanto dichiarato dal produttore Liam Watson, che ha ricordato a favore della rivista britannica Uncut la creazione dell'inno degli White Stripes "Seven Nation Army", durante le sessioni di lavoro per l'album del 2003 del duo statunitense "Elephant" (leggi qui la recensione), Jack White si augurava che la canzone finisse in un film di James Bond. Un'idea espressa diverse volte mentre lavorava ai Toe Rag Studios.
Questo il racconto di Watson: "Quando abbiamo registrato "Seven Nation Army", Jack disse che sarebbe stato fantastico averla in un film di Bond". Il produttore ha aggiunto che la registrazione si era rivelata insolitamente complessa. "La registrazione è stata complicata perché Jack usava due amplificatori per chitarra, con due microfoni per amplificatore collegati a un singolo canale. Metà del missaggio è stato fatto mentre il brano veniva suonato, e ci è voluta più di un'ora per sistemare tutti gli elementi, ma loro non si sono fatti problemi a suonarlo più e più volte".
In realtà il fatto che Jack White avesse questo desiderio lo aveva già espresso in passato. Nel documentario del 2009 "It Might Get Loud" , girato con Jimmy Page e The Edge degli U2 , aveva dichiarato: "Per un attimo ho accantonato il riff e ho pensato 'magari un giorno, se mai dovessi comporre la colonna sonora di un film di James Bond o di qualche film di spionaggio, potrei usarlo'".
John Anthony Gillis , questo il vero nome di White, al tempo aveva anche ricordato come il riff gli sia venuto per la prima volta durante un soundcheck in Australia. "Ho iniziato a suonare quel riff... e ho pensato 'oh, questo è davvero fantastico'". Poi lo face ascoltare al suo amico e coinquilino Ben Swank, che non condivise immediatamente il suo entusiasmo. "Gli chiesi 'cosa ne pensi?', lui rispose '...non è male'. È fantastico quando la gente dice così, perché ti fa mettere sulla difensiva: pensi 'c'è qualcosa di interessante, solo che non te ne rendi ancora conto!'".