Alicia Keys e Springsteen ricordano Clive Davis al funerale
“Non hai semplicemente messo sotto contratto un’artista. Hai riconosciuto un’anima”. Alicia Keys ha ricordato così Clive Davis durante i funerali del grande discografico, scomparso nei giorni scorsi a 94 anni. Mentre Springsteen ha detto che era "Born to run everything", un gioco di parole tra la sua canzone più famosa e l'altro significato, "dirigere". Springsteen ha ricordato così la sua audizione con Davis:
Mi sedetti e, con un po’ di esitazione, iniziai ad accompagnarmi con la chitarra. Credo di avergli suonato “Growin’ Up” e “Saint in the City”, canzoni che sarebbero poi finite in gran parte nel mio primo album. Quando ebbi finito, Clive, sorridendo, disse semplicemente: “Benvenuto alla Columbia Records.” E con quelle poche parole cambiò la mia vita per sempre. Per sempre. Da quel giorno nulla è stato più lo stesso. Quel giorno Clive mostrò a un ragazzo di ventidue anni, che non era nessuno, lo stesso calore, la stessa gentilezza, lo stesso rispetto che avrebbe continuato a riservarmi, anche dopo tutto il successo, per i cinquant’anni successivi. Non cambiò mai nulla.
Alcia Keys ha invece pronunciato un lungo discorso, intitolato “Una lettera all’uomo che ha creduto per primo”, ripercorrendo il rapporto personale e professionale che l’ha legata al fondatore della J Records, l’uomo che ha lanciato la sua carriera.
La cantante ha ricordato il loro primo incontro, quando aveva appena quindici anni:
Ero seduta al pianoforte davanti a te. Avevo quindici anni, l’età di mio figlio. Stavo ancora diventando me stessa, eppure tu hai visto qualcosa in me che io stavo appena iniziando a vedere. È un dono che non potrò mai ripagare completamente, ma soltanto onorare (...)
Non hai semplicemente messo sotto contratto un’artista. Hai riconosciuto un’anima. Hai visto non solo la musica che avevo già scritto, ma quella che stava ancora crescendo dentro di me, in attesa di qualcuno con la saggezza e il coraggio di farla emergere. Tu l’hai fatta emergere. Hai fatto emergere me.
Keys ha ricordato anche una promessa che Davis le fece agli inizi della carriera: “Mi dicesti che mi avresti trattata come Joni Mitchell. ‘Joni Mitchell mi dice quando ha finito un disco, e quando lei dice che ha finito, allora è il momento’. Questa era la fiducia che aveva in me. Ed è quella fiducia che ha reso possibile ‘Songs in A Minor’”. Il discorso si è concluso con un ringraziamento personale: “Mi hai mostrato cosa significa vivere con integrità e intenzione. Mi hai insegnato che l’eccellenza non è un incidente, è una dedizione quotidiana, instancabile e meravigliosa. Ti onoro e ti voglio bene. Io sono perché tu hai creduto che potessi esserlo. Grazie per la musica, per la visione, per l’incoraggiamento e per l’amicizia”.
Ai funerali del dirigente discografico sono intervenuti anche Bruce Springsteen, Dionne Warwick e Barry Manilow, mentre Jennifer Hudson ha eseguito “Hallelujah” di Leonard Cohen.