Roger Waters riscrive "Comfortably numb" in arabo per Gaza

La nuova versione del classico dei Pink Floyd che Waters ha inciso con la palestinese Mona Miari.
Roger Waters riscrive "Comfortably numb" in arabo per Gaza
Credits: Luigi Rizzo / Concessione in uso a Rockol

E Roger Waters riscrive "Comfortably numb" in arabo per omaggiare il popolo di Gaza e della Palestina. È stata pubblicata la versione del classico dei Pink Floyd che Waters ha inciso insieme alla cantante di origini palestinesi Mona Miari. La notizia della collaborazione era stata condivisa dallo stesso musicista lo scorso mese. Ora è uscito il brano, accompagnato dal relativo videoclip. Nel testo originale in inglese sono stati inclusi dei versi in arabo, cantati da Mona Miari. 

I versi nuovi sono incentrati su temi come la perdita, resistenza e la speranza collettiva. C'è una forma di connessione con il significato della versione originale della canzone dei Pink Floyd. Lì il centro emotivo era l’alienazione interiore: il protagonista è un essere umano emotivamente dissociato, che invece di reagire con rabbia o speranza scivola in uno stato di distacco quasi anestetico. “Comfortably numb” significa proprio questo: essere “comodamente intorpiditi”. Nella nuova versione, invece, accanto al dolore c'è la speranza.

In una strofa Mona Miari canta:

“After all that’s happened / with no one left / all words have faded / why ask at all? / all that is lost / home… oh beloved home / the night falls silent and crumbles / oh beloved home… tell him / the branch of love / reaching for the stars / an open wound / that cries for freedom”.

Ovvero:

“Dopo tutto ciò che è accaduto / senza più nessuno / tutte le parole sono svanite / perché chiedere ancora? / tutto ciò che è perduto / casa… oh amata casa / la notte cala silenziosa e si sgretola / oh amata casa… digli / il ramo dell’amore / che si tende verso le stelle / una ferita aperta / che grida libertà”.

In un'altra strofa, invece, l'artista di origini palestinesi canta:

“When I was young I dreamed of freedom / hope blazes fierce in everything I am / like roots breaking through the rubble / we shape our fate / our light will break the darkness / we are the promise of a new dawn”

Ovvero:

“Quando ero giovane sognavo la libertà / la speranza arde feroce in tutto ciò che sono / come radici che spezzano le macerie / plasmiamo il nostro destino / la nostra luce spezzerà l’oscurità / siamo la promessa di una nuova alba”

Nella prima strofa domina il dolore. Le immagini evocano qualcuno che ha perso la propria terra, la propria famiglia o un senso di appartenenza. La “casa” non sembra solo un luogo fisico: diventa simbolo di identità, memoria e affetti. Anche il silenzio della notte che «si sgretola» dà l’idea di un mondo spezzato. Nella seconda strofa, però, il tono cambia: dal lutto si passa alla determinazione. La libertà non è più solo desiderata, ma diventa una forza interiore: «La nostra luce spezzerà l’oscurità / siamo la promessa di una nuova alba».

Il video è stato realizzato montando alcune riprese della striscia di Gaza, bombardata:

Roger Waters, come noto, è un fervente sostenitore della causa palestinese. L'ex Pink Floyd è uno dei principali promotori del movimento BDS (Boycott, Divestment and Sanctions), che invita artisti, aziende e istituzioni a boicottare Israele come forma di pressione non violenta. Secondo questa visione, il boicottaggio servirebbe a spingere verso la fine dell’occupazione dei territori palestinesi, il riconoscimento di pari diritti per i cittadini palestinesi e il diritto al ritorno dei rifugiati. Nel corso dei suoi concerti e interventi pubblici, Waters ha spesso utilizzato il palco come spazio politico. Durante i tour ha proiettato messaggi e immagini legati alla condizione dei palestinesi e, in alcune occasioni, ha mostrato la bandiera palestinese come gesto di solidarietà simbolica. Ha inoltre rilasciato numerose interviste e lettere aperte in cui critica le politiche del governo israeliano, definendo la situazione nei territori occupati con termini molto controversi come “apartheid”.

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