Syria: 'Il mio nuovo disco? Un divertimento 'tra amici'' (12 maggio 2005)
E' una che si diverte, Syria, a fare il proprio lavoro. E, divertendosi, la cantante romana ama coinvolgere i propri amici nella sua vita professionale. Alcuni sono di lunga data, come Jovanotti e il suo team, che hanno curato la preproduzione del nuovo album, "Non è peccato", ed hanno trasmesso all'artista la propria esperienza ed il proprio gusto; altri sono invece frutto di incontri recenti, come Giorgia, o addirittura di una ricerca, artistica ed insieme personale, come nel caso di Francesco Bianconi, frontman dei Baustelle, che ha prestato la sua voce (e la sua penna, per la traduzione del testo in italiano) per la rilettura della gainsbourgiana "Bonnie & Clyde". "Sono stata io a cercare Francesco", ci racconta Syria, che oggi Rockol ha incontrato negli uffici milanesi della Warner: "Da qualche tempo mi sono infatti avvicinata alla scena indipendente di casa nostra, ascoltando con passione band e artisti come Perturbazione, Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo, Paolo Benvegnù, Stefano Giaccone ed appunto i Baustelle. Appena li ho sentiti ho trovato subito straordinaria la voce di Francesco, così l'ho cercato, l'ho inseguito e l'ho convinto a lavorare con me. 'Bonnie & Clyde', pur essendo molto diverso dagli altri brani inseriti nel disco, è uno dei miei episodi preferiti: quando la campagna promozionale dell'album volgerà al termine, cercherò in tutti i modi di realizzare un video per 'spingere' questa canzone, non necessariamente con il nome di Syria". Una sbandata verso l'"alternativo" per rinfrescare l'immagine? Nulla di tutto questo: Syria è molto matura e - soprattutto - umile nel commentare i propri ascolti: "Non ho la pretesa di mettermi sullo stesso piano dei Baustelle o di Benvengnù. Io sono un interprete, e cerco di proporre con la mia personalità canzoni scritte da altri. Nel panorama alternativo italiano ho trovato molto talento e creatività, ed ho scovato canzoni che con melodie e strutture semplicissime riescono a toccare il cuore, tutto qui. Poi me lo dice anche Lorenzo (Jovanotti): 'Sei il mio tramite per dire cose che non ho più voglia di dire'". Oscuro, come concetto... "Non direi. Lorenzo ha seguito un iter artistico che l'ha portato dove è ora, ma continua ad avere un'anima giocosa che - però - non trova più spazio nella sua carriera. Così, quando lavora con me, si lascia prendere la mano e ritorna quello di una volta. Mi sento onorata di avere questa facoltà su di lui. So che oggi in Italia quello che conta è l'autore, che riesce con la sua arte a farti entrare nel suo mondo. Io ho la consapevolezza di essere un interprete, e cerco di fare al meglio il mio lavoro, che è altrettando duro e difficile, soprattutto se - come 'arma' - si ha l'interpretazione e non il virtuosismo vocale". Poi, sempre a proposito di Lorenzo: "Il suo ultimo disco mi è piaciuto molto, e lui è stato molto coraggioso a pubblicarlo: e come se si fosse messo a nudo, senza temere il giudizio della gente. E' un lavoro molto auto-critico, e penso che le esperienze fatte negli ultimi tempi lo abbiano spinto a scrivere un album come 'Buon sangue'". Non è un caso, che, in concomitanza con una sorta di ritorno all'hip-hop da parte sua - che ha avuto un ruolo centrale nel processo di produzione di "Non è peccato" - anche il nuovo disco di Syria si sia "tinto" maggiormente di black rispetto al passato. "Proprio no", ci risponde la cantante: "Lui e Michele Canova sono persone che, quando entrano in studio, hanno sempre le idee molto chiare. Ed avendo anche una forte personalità, inevitabilmente hanno fatto prendere al lavoro un indirizzo preciso". Dopo due anni passati tra famiglia ("Cerco di non sovrapporre mai la mia vita privata - Syria ha un figlio ancora piccolo - al mio lavoro. Invidio chi riesce a farlo e ad avere tutto sotto controllo, ma io preferisco tenere le cose separate"), la lavorazione all'album ("Registrato in tre mesi, ma ritardato da una prima preproduzione che mi aveva lasciata insoddisfatta") ed un'esperienza in teatro nel cast di una commedia scritta a quattro mani da Serena Dandini e Ivan Cotroneo, Syria ora si prepara a tornare "on the road": "La tournée partirà a giugno, e poi proseguirà in estate toccando tutti i maggiori eventi italiani", aggiungendo, ancora più agguerrita, "O, meglio, tutto ciò che il nostro paese ha ancora da proporre...".
E' una che si diverte, Syria, a fare il proprio lavoro. E, divertendosi, la cantante romana ama coinvolgere i propri amici nella sua vita professionale. Alcuni sono di lunga data, come Jovanotti e il suo team, che hanno curato la preproduzione del nuovo album, "Non è peccato", ed hanno trasmesso all'artista la propria esperienza ed il proprio gusto; altri sono invece frutto di incontri recenti, come Giorgia, o addirittura di una ricerca, artistica ed insieme personale, come nel caso di Francesco Bianconi, frontman dei Baustelle, che ha prestato la sua voce (e la sua penna, per la traduzione del testo in italiano) per la rilettura della gainsbourgiana "Bonnie & Clyde". "Sono stata io a cercare Francesco", ci racconta Syria, che oggi Rockol ha incontrato negli uffici milanesi della Warner: "Da qualche tempo mi sono infatti avvicinata alla scena indipendente di casa nostra, ascoltando con passione band e artisti come Perturbazione, Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo, Paolo Benvegnù, Stefano Giaccone ed appunto i Baustelle. Appena li ho sentiti ho trovato subito straordinaria la voce di Francesco, così l'ho cercato, l'ho inseguito e l'ho convinto a lavorare con me. 'Bonnie & Clyde', pur essendo molto diverso dagli altri brani inseriti nel disco, è uno dei miei episodi preferiti: quando la campagna promozionale dell'album volgerà al termine, cercherò in tutti i modi di realizzare un video per 'spingere' questa canzone, non necessariamente con il nome di Syria". Una sbandata verso l'"alternativo" per rinfrescare l'immagine? Nulla di tutto questo: Syria è molto matura e - soprattutto - umile nel commentare i propri ascolti: "Non ho la pretesa di mettermi sullo stesso piano dei Baustelle o di Benvengnù. Io sono un interprete, e cerco di proporre con la mia personalità canzoni scritte da altri. Nel panorama alternativo italiano ho trovato molto talento e creatività, ed ho scovato canzoni che con melodie e strutture semplicissime riescono a toccare il cuore, tutto qui. Poi me lo dice anche Lorenzo (Jovanotti): 'Sei il mio tramite per dire cose che non ho più voglia di dire'". Oscuro, come concetto... "Non direi. Lorenzo ha seguito un iter artistico che l'ha portato dove è ora, ma continua ad avere un'anima giocosa che - però - non trova più spazio nella sua carriera. Così, quando lavora con me, si lascia prendere la mano e ritorna quello di una volta. Mi sento onorata di avere questa facoltà su di lui. So che oggi in Italia quello che conta è l'autore, che riesce con la sua arte a farti entrare nel suo mondo. Io ho la consapevolezza di essere un interprete, e cerco di fare al meglio il mio lavoro, che è altrettando duro e difficile, soprattutto se - come 'arma' - si ha l'interpretazione e non il virtuosismo vocale". Poi, sempre a proposito di Lorenzo: "Il suo ultimo disco mi è piaciuto molto, e lui è stato molto coraggioso a pubblicarlo: e come se si fosse messo a nudo, senza temere il giudizio della gente. E' un lavoro molto auto-critico, e penso che le esperienze fatte negli ultimi tempi lo abbiano spinto a scrivere un album come 'Buon sangue'". Non è un caso, che, in concomitanza con una sorta di ritorno all'hip-hop da parte sua - che ha avuto un ruolo centrale nel processo di produzione di "Non è peccato" - anche il nuovo disco di Syria si sia "tinto" maggiormente di black rispetto al passato. "Proprio no", ci risponde la cantante: "Lui e Michele Canova sono persone che, quando entrano in studio, hanno sempre le idee molto chiare. Ed avendo anche una forte personalità, inevitabilmente hanno fatto prendere al lavoro un indirizzo preciso". Dopo due anni passati tra famiglia ("Cerco di non sovrapporre mai la mia vita privata - Syria ha un figlio ancora piccolo - al mio lavoro. Invidio chi riesce a farlo e ad avere tutto sotto controllo, ma io preferisco tenere le cose separate"), la lavorazione all'album ("Registrato in tre mesi, ma ritardato da una prima preproduzione che mi aveva lasciata insoddisfatta") ed un'esperienza in teatro nel cast di una commedia scritta a quattro mani da Serena Dandini e Ivan Cotroneo, Syria ora si prepara a tornare "on the road": "La tournée partirà a giugno, e poi proseguirà in estate toccando tutti i maggiori eventi italiani", aggiungendo, ancora più agguerrita, "O, meglio, tutto ciò che il nostro paese ha ancora da proporre...".
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