Nel 1977 non solo il punk, anche la Electric Light Orchestra

La band di Jeff Lynne in quell'anno pubblicò il doppio album "Out of the blue"
Nel 1977 non solo il punk, anche la Electric Light Orchestra

Nell'aprile del 1977, mentre i Clash facevano il loro ingresso nella classifica di vendita inglese con il loro primo singolo "White Riot" e la rivoluzione punk prendeva sempre più piede con l'intenzione di rovesciare l'egemonia delle rock band delle generazioni precedenti, un musicista inglese di nome Jeff Lynne se ne stava in esilio, rinchiuso in uno chalet sulle montagne svizzere.



Trentenne, con la barba, ossessionato dai Beatles , Lynne era il leader della Electric Light Orchestra , una raffinata band fusion rock: quanto di più classico si poteva chiedere al rock in quel periodo, esattamente il genere di gruppo che gli arrembanti punk volevano pre-pensionare ed archiviare nei libri di storia. In quella primavera del 1977, però, Jeff Lynne aveva un bel problema da risolvere: doveva scrivere un doppio album, aveva solo quattro settimane per farlo e l'ispirazione tardava a palesarsi.

Se Jeff guardava fuori dalla finestra dello chalet in cui soggiornava vedeva solo pioggia e ancora pioggia, due settimane di pioggia. Una pioggia infinita. Ma un giorno accadde che... "Un giorno mi sono alzato e splendeva il sole, tutte le montagne erano illuminate, e ho scritto 'Mr. Blue Sky'". Finalmente Lynne aveva partorito la prima canzone dell'album. Da quel giorno non si fermò più. Scrisse una nuova canzone al giorno per le due settimane successive e il 22 maggio lui e gli altri membri della Electric Light Orchestra entrarono negli studi di registrazione Musicland di
Giorgio Moroder a Monaco di Baviera, in Germania.

Quando venne pubblicato, il doppio album "Out of the blue" era esattamente agli antipodi musicali delle sonorità punk che impazzavano nell'ottobre del 1977. Ma, a ben vedere, senza nulla togliere alle istanze del punk, Londra non era proprio in fiamme come cantavano i Clash. Il Giubileo per i 25 anni di regno della regina Elisabetta II aveva alimentato un orgoglio nazionale che non si vedeva da tempo, e l'ordine costituito aldilà di qualche scossone era, nonostante tutto, abbastanza saldo.

Anche spostandoci al campo musicale, non molto era cambiato. Quell'anno si aprì con David Soul, l'Hutch della serie televisiva statunitense 'Starsky & Hutch', e il suo soft rock alla prima posizione della classifica di vendita e si chiuse con la ballata di Paul McCartney "Mull Of Kintyre". Inoltre si stava diffondendo prepotente la disco music e la 'Febbre del Sabato Sera' esaltata dei Bee Gees. Per chiudere aggiungiamoci che gli ABBA dominavano le classifiche pop di mezzo mondo. In un quadro del genere anche la Electric Light Orchestra poteva avere un suo spazio, a condizione di avere un buon album.

Il 1977 era iniziato comunque bene per Jeff e la sua band, l'album "A New World Record", pubblicato nel settembre 1976 aveva venduto cinque milioni di copie. Mentre "Out Of The Blue" era in fase di missaggio, la casa discografica continuava a pubblicare singoli tratti da "A New World Record". Le prevendite di "Out Of The Blue" raggiunsero l'esorbitante cifra di quattro milioni di copie e, a un anno dalla sua uscita, nell'ottobre del 1977, ne aveva vendute più del doppio.

L'album si apre e si chiude con un singolo di successo: "Turn To Stone" e "Wild West Hero". Poi, naturalmente include "Mr. Blue Sky", la canzone da cui tutto ebbe inizio al tepore del primo sole in Svizzera. Jeff Lynne sintetizzò con poche parole ciò che rappresentava per lui la canzone: "esattamente ciò che immaginavo fossero gli ELO".

"Out Of The Blue" fu l'apice per gli ELO, l'album successivo, "Discovery" del 1979, vendette molto bene e conquistò la vetta delle classifiche ma, da lì, iniziò il declino del gruppo. La band si spense piano piano fino a sciogliersi a metà degli anni '80. Jeff Lynne lavorò come produttore per altri artisti e, alla fine degli anni '80, realizzò il sogno della sua infanzia. Anzi, il sogno della vita. Lui, cresciuto a pane e Beatles, suonò con un vero Beatle, George Harrison, accadde con i Traveling Wilburys, supergruppo che comprendeva oltre a loro due anche, niente meno, Bob Dylan, Roy Orbison e Tom Petty. Nel 1994, addirittura, arrivò a produrre delle canzoni dei Beatles - "Free As A Bird" e "Real Love" - per la loro serie Anthology.

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