Jeff Buckley, torna "Live at Sin-é"

E il documentario arriva nei cinema Italiani a marzo
Jeff Buckley, torna "Live at Sin-é"

A seguito dell'arrivo di "It's never over", il documentario sulla vita di Jeff Buckley che aveva debuttato la scorsa estate nei  cinema statunitensi, il 13 febbraio viene ripubblicato anche "Live at Sin-é". L'iconico - non è un'esagerazione" EP di debutto del cantautore venne pubblicato nel 1993: conteneva quattro brani , due originali e due cover, registrati per voce e chitarra in un café newyorchese dove Jeff suonava regolarmente, e dove inizialmente si fece notare da pubblico e discografici. La nuova è stata ampliata in un cofanetto rigido che contiene quattro vinili con altrettante copertine progettate individualmente, un libretto con note di copertina e foto a colori e versioni live di brani iconici come “Grace”, “Last Goodbye” e “Hallelujah” di Leonard Cohen”, che riprendono la versione "Legacy edition" espansa e pubblicata su doppio CD nel 2003. Anche la nuova versione uscirà su CD. 

Un mese dopo 16, 17, 18 marzo, arriverà anche nei cinema italiani il documentario,  diretto dalla regista candidata all’Oscar Amy Berg, e co-prodotto da Brad Pitt. "Non ricordo un periodo della mia vita in cui non pensassi di fare un film su Jeff Buckley", ha raccontatp Berg. "Ci penso almeno da quando ho iniziato a fare film nel 2006. O forse dal ’94, quando per la prima volta ho ascoltato Grace… Mary, la madre di Jeff, è la prima persona che ho incontrato per abbozzare la cosa. All’epoca, 18 anni fa, lei pensava a un biopic. Ma i suoi materiali d’archivio erano indimenticabili: penso per esempio all’ultimo struggente messaggio vocale lasciato in segreteria telefonica. Io ero certa che ne sarebbe venuto fuori un documentario; e nel 2019 la mia proposta è stata accettata. Un bel travaglio d’amore, per noi che non lo abbiamo conosciuto, avvicinarci a lui il più possibile”.

Fin dalla tragica morte avvenuta nel maggio 1997, all'età di 30 anni, ci sono stati molti tentativi di realizzare un film sulla sua vita. Nel documentario viene rivelato che la madre di Jeff Buckley non voleva che in un biopic il figlio fosse interpretato da Brad Pitt. La regista Amy Berg per realizzare il primo film autorizzato della vita di Jeff ha utilizzato filmati d'archivio, oltre a nuove interviste con la sua famiglia e con chi lo ha frequentato. Nel documentario, inoltre, si fanno nuove ipotesi sulla sua scomparsa. L'artista annegò nel Wolf River Harbor, un affluente del Mississippi, a Memphis, il 29 maggio 1997. Il suo corpo fu ritrovato solo cinque giorni dopo, e l'autopsia non rivelò tracce di droghe o alcol, confermando l'annegamento accidentale.

Schede:
Tags:
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.