Attivismo, rabbia e rinascita: il ritorno di Macklemore

Il rapper sarà (anche) in Italia, forte dell'attivismo con cui è rinato dalle ceneri
Attivismo, rabbia e rinascita: il ritorno di Macklemore
Credits: Vincenzo Nicolello / Concessione in uso a Rockol

Ci sono tour che non sono come tutti gli altri. Alcuni vogliono sia far saltare, sia lanciare dei messaggi. Come quello di Macklemore, che nel 2026 torna live (anche) in Italia dopo più di due anni di assenza dal nostro Paese. Proprio due anni fa il rapper statunitense pubblicò "Ben", il terzo album in studio che inaugurò una nuova fase del suo percorso artistico.

Un "nuovo" Macklemore

Domenica 28 giugno 2026 Macklemore sarà protagonista di una data al Kozel Carroponte di Milano, dove porterà la firma che lo contraddistingue: energia, sì, ma anche impegno. Infatti, tra le uscite più recenti spiccano tre brani di protesta: "Hind’s Hall" (2024), "Hind’s Hall 2" (2024) e "fucked up" (2025), tre pezzi che per via del loro contenuto politico e sociale hanno attirato grande attenzione a livello internazionale.

Il Macklemore che vedremo nel 2026 non è più solo quello scanzonato di "Thrift Shop" o quello dal gusto più epico di "Can't Hold Us" con Ryan Lewis: parliamo di un artista che ha subito una trasformazione profonda, spostando il focus della sua musica verso temi sociali e umanitari urgenti. "Hind's Hall" (1 & 2) sono canzoni di protesta nate in supporto ai movimenti studenteschi e alla causa palestinese, i cui proventi sono stati devoluti all'UNRWA, mentre "fucked up" esplora le contraddizioni della società moderna e la salute mentale, temi da sempre cari all'artista.

Le vecchie certezze

Chi ha già assistito a un suo concerto sa che il rapper di Seattle ama mettere in piedi uno show teatrale e motivazionale. Macklemore rimane uno dei pochi artisti ad aver vinto Grammy Awards senza una major alle spalle: questa libertà si traduce in un controllo totale del palco.

La scaletta bilancerà verosimilmente i classici della "Ryan Lewis Era" ("Same Love", "Glorious") con i pezzi più introspettivi dell'ultimo album "Ben" e i nuovi inni di protesta. Bisogna aspettarsi anche monologhi tra una canzone e l'altra: è un artista che ama connettersi col pubblico, raccontando la sua lotta contro le dipendenze e la sua visione del mondo. Macklemore è molto distante da quel rap che vive di estetica e di autocelebrazione. È un artista che ha saputo reinventarsi.

Rinascere dalle ceneri

Il tema centrale della vita di Benjamin Hammond Haggerty è la battaglia decennale contro l'abuso di sostanze. A differenza di molti colleghi che glorificano certi eccessi, Macklemore ne ha mostrato il lato più oscuro e umiliante. "Ben" del resto non è che il racconto della pesante ricaduta dopo anni di sobrietà avvenuta durante il lockdown.

Per anni, il nome "Macklemore" è stato associato a pellicce appariscenti e hit radiofoniche. La sua crescita è passata anche attraverso lo smantellamento di questa maschera: scegliere il suo nome di battesimo per il titolo del disco è stato un atto di riappropriazione della propria identità. Anche la paternità ha avuto un ruolo: Haggerty ha spesso dichiarato che la sua necessità di parlare di giustizia sociale e clima deriva dal desiderio di poter guardare negli occhi i suoi figli tra vent'anni.

Ha dedicato molto tempo allo studio della "white fragility" e del suo ruolo di artista bianco nella cultura nera dell'hip hop, mentre con il suo attivismo ha dimostrato di non temere di scontentare parte del pubblico o dell'industria pur di restare fedele ai propri valori etici.

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