L'album che fece impazzire Yngwie Malmsteen

Il chitarrista svedese aveva solo nove o dieci anni quando il fratello portò a casa "Made in Japan"
L'album che fece impazzire Yngwie Malmsteen
Credits: Riccardo Arena / Concessione in uso a Rockol

Bruce Dickinson degli Iron Maiden e Lars Ulrich dei Metallica ritengono l'album dal vivo dei Deep Purple “Made in Japan” (leggi qui la recensione) il più grande disco live di ogni tempo. A pensarla così è anche il funambolico chitarrista Yngwie Malmsteen.

Il chitarrista svedese non ha mai fatto mistero delle sue influenze rock classiche, e tra le sue ispirazioni c'è anche il chitarrista dei Deep Purple Ritchie Blackmore, un musicista che Malmsteen è stato spesso accusato di copiare, cosa che ha sempre negato.

Tra tutti gli album realizzati dai Deep Purple, ce n'è uno in particolare che stregò il giovane Yngwie quando lo ascoltò per la prima volta. Parlando a Classic Rock nel 2008, il chitarrista indicò il live “Made In Japan”, come l'album che gli cambiò la vita. "Avevo solo nove o dieci anni quando mio fratello maggiore portò a casa “Made In Japan". Dei Deep Purple avevo già ascoltato “In Rock” e “Fireball”, entrambi mi avevano colpito in modo biblico. Per qualche incredibile ragione non conoscevo “Machine Head”, l'album in studio su cui si basa gran parte di “Made In Japan”. Andai a comprare “Machine Head” perché avevo amato tantissimo “Made In Japan”, ma da ragazzino svedese ingenuo non riuscivo a capire perché “Lazy” e “Space Truckin'” fossero improvvisamente diventate così corte. Nessun altro album dal vivo ha avuto un impatto così grande su di me. “Made In Japan” aveva un'energia davvero folle. All'epoca, senza internet, lettori MP3 e migliaia di stazioni radio tra cui scegliere, ascoltare un nuovo disco per la prima volta era un'esperienza quasi religiosa. Ne ho addirittura consumate tre o quattro copie dell'edizione in vinile.”



Il musicista svedese ha continuato raccontando di come l'album abbia ispirato il suo modo di suonare. "Per dire quanto mi abbia assorbito. L'album è mixato con la chitarra completamente a sinistra e l'organo Hammond a destra. Spesso ascoltavo l'album abbassando il volume degli assoli di Blackmore, sostituendoli con i miei e registrandoli su questo mangianastri di mio zio. Portavo le cassette a scuola dicendo: 'Ascoltate questo'. I miei amici dicevano: 'Sì, “Made In Japan”. E allora?' Ma ero io a suonare la chitarra! Avevo registrato tutto così fedelmente; sapevo persino quando Blackmore toccava il suo selettore, quindi facevo la stessa cosa... Avrei potuto ingannare chiunque. Adoro il suono di “Made In Japan”. Fu prodotto dall'intera band, ma mixato da Roger Glover e Ian Paice. Quei due hanno fatto un lavoro fantastico. In effetti, l'unica critica che potrei fare riguarda la copertina: avrei voluto vedere altre di quelle foto. In seguito ho acquisito le registrazioni di tutti e tre i concerti registrati (15-17 agosto 1972, a Osaka e Tokyo, ndr), e mi sono reso conto che avevano davvero scelto le take giuste. Alcune delle altre erano stonate o un po' incerte. In un certo senso, questo ha leggermente sminuito la magia.”


Yngwie chiude così il suo racconto sui Deep Purple : "Purtroppo non ho mai visto la formazione Mk II dei Deep Purple finché non si sono riuniti per l'album “Perfect Strangers”. Ma il mio primo concerto in assoluto è stato al Rainbow nel loro tour 'Rising', all'età di 12 anni. E da allora ho trascorso del tempo con Ritchie Blackmore, Ian Paice e Roger Glover. Sono salito sul palco anche con Ian Gillan a Stoccolma nel 1990, il filmato è su YouTube. Ma anche adesso, quando metto su “Made In Japan” in macchina, dico ancora: 'Cazzo! Questo è un album incredibile.' È davvero fantastico."
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.