Giuliano Romini 'rivolta' e mette in musica ‘L’infinito' di Leopardi

“L’infinito rivolto” è il titolo del primo singolo di Giuliano Romini, giovane cantautore che sta per terminare la produzione del suo album d’esordio.
Il brano, che anticiperà l’uscita del disco, non è altro che “L’infinito” di Giacomo Leopardi, "rivoltato", come dice il titolo stesso “L’infinito rivolto”, riscritto e musicato.
“Reputo la vita un gioco da affrontare seriamente”, ha dichiarato Romini, “ho imparato a fare bene l’avvocato, il fotografo, il cuoco, ma poi ho scelto di diventare un cantautore. Un giorno camminavo per strada ed avevo appena terminato una telefonata di lavoro e pensai: ‘Eppure il naufragar mi è dolce in questo mare’. E’ una frase potente, attuale, moderna. Tornai a casa e tirai fuori un vecchio libro di letteratura liceale dove c’era ‘L’infinito’ di Giacomo Leopardi. Era palese il linguaggio aulico caratterizzante il 1800, ma non abbandonai l’idea che tutto potesse essere ancora attuale. Provai a scambiare le parole, invertirle, quasi a mischiarle come si fa con un mazzo di carte. Il mio problema non era di riportare i concetti di Leopardi semplificandoli per farne una canzone. Lo scopo era invece quello di usare (quasi solo) le sue parole, mescolandole in modo tale da rendere attuale il linguaggio, mantenendo però gli stessi concetti. Nacque così ‘L’infinito rivolto’”.
Di seguito il testo della canone di Giulano Romini:

L’infinito rivolto

Testo: G. Romini
Musica: G. Romini - O. D’Urbano - A. Morelli

L’infinito dove sto mi separa questa siepe
nel silenzio godo un po’ per la ritrovata quiete
e naufragar in questo mare d’immensità.
L’orizzonte al di là di silenzi sovrumani
fra le piante il suon di lei, sono morte le stagioni
come il vento che alza la voce
come il tempo che odora di eterno
il pensiero s’annega di te.

Ma sedendo e rimirando interminati profondi spazi
sempre caro quest’ermo colle
e il pensiero di te si perde.
Naufragare in questo mare dove dolce s’annega il cuore
e lo sguardo che la siepe toglie
è il silenzio che ho dentro di te.

Sempre caro guarderò l’orizzonte in questa quiete
con lo sguardo che starà sopra il muro della siepe
e naufragar in questo mare dolce sarà.
Profondissima di là dove il cuore non si arrende
L’infinito rimarrà nella voce del silenzio
e di eterno rimane il ricordo
nello spazio mi giro e mi fingo,
mi abbandono nell’immensità.
Ma sedendo e rimirando interminati profondi spazi
sempre caro quest’ermo colle
e il pensiero di te si perde.
Naufragare in questo mare dove dolce s’annega il cuore
e lo sguardo che la siepe toglie
è il silenzio che ho dentro di te.

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