La gara dei tormentoni è già partita: si salvi chi può
Pronti, via. La gara dei tormentoni entra già nel vivo. Pazienza che all’estate manchi ancora un mese: le star del pop italiano cominciano già a riscaldarsi - e a riscaldare le playlist radiofoniche - in attesa di piazzarsi ai nastri di partenza. Quella dei tormentoni estivi è una delle due finestre di mercato principali della discografia italiana, insieme a Sanremo. Una gara ambitissima per molti, per le opportunità che offre: oltre tre mesi di (iper)esposizione che fruttano una pioggia di streams, di passaggi radiofonici, di riproduzioni in eventi vari e dunque royalties. L’anno scorso “Sesso e samba” di Tony Effe e Gaia arrivò a superare quota 100 milioni di streams su Spotify, permettendo al trapper romano e alla cantante italo-brasiliana di vincere 4 Dischi di platino pari all’equivalente di 400 mila copie vendute. Nel 2023 “Disco paradise” valse a Fedez, Annalisa e gli Articolo 31 la bellezza di 90 milioni di streams e 5 Dischi di platino pari a 500 mila copie vendute.
Anche quest’estate, il campionato promette di essere vario e colorato. C’è il formato “un tormentone per due”, che è una delle formule vincenti di questi anni: prendete, ad esempio, Cesare Cremonini ed Elisa con la loro “Nonostante tutto”, Fedez e Clara con “Scelte stupide”, Carl Brave e Sarah Toscano con “Perfect”. C’è la quota “estate alternativa”, se così vogliamo chiamarla, rappresentata quest’anno dai Coma Cose, che dopo il boom dell’estate scorsa con “Malavita” e l’exploit sanremese con “Cuoricini” ora si rifiondano nel campionato dei tormentoni con “Gelosia”: il duo ha annunciato l’uscita della nuova canzone con un video sui social in cui California, armata di ago, buca tutti i cuori che fluttuano intorno a Fausto e alla fine canta i versi della nuova canzone («Ora sarebbe intelligente stare un po' più calmi / Ma tu non riesci a fare a meno di dirmelo / No, non ti piace se qualcosa è cambiato»). E c’è anche, immancabile, l’estate firmata da Takagi & Ketra, i Re Mida dei tormentoni italiani degli ultimi dieci anni, che dopo aver messo il loro zampino in hit come “Roma-Bangkok” di Baby K e Giusy Ferreri, “Italiana” di J-Ax e Fedez, “Non ti dico no” dei Boomdabash e Loredana Berté, stavolta mettono i loro guizzi al servizio di Ghali (per il quale avevano già prodotto “Paprika” e “Turbococco”): la sua “Chill” è, sulla carta, tra le hit in pole position.
Le certezze sono rappresentate dai Boomdabash con Loredana Berté, dai The Kolors e da Annalisa. Il gruppo salentino torna a unire le sue forze con la leonessa del rock italiano per "Una stupida scusa", a sette anni da “Non ti dico no”. Il tormentonificio dei Boomdabash in questi anni è stato iperproduttivo. “Mambo salentino” con Alessandra Amoroso (2019), “Karaoke” sempre con Amoroso (2020), “Mohicani” con Baby K (2021), “Tropicana” con Annalisa (2022), “Lambada” con Paola & Chiara (2023), “Love U/Hate U” (2024): così la band è diventata una macchina sforna-hit. I The Kolors hanno trovato nel campionato dei tormentoni il loro habitat naturale: viene da chiedersi se i veri Kolors siano quelli di “Italodisco” o quelli che suonano, splendidamente, i Pink Floyd. Ma tant’è: dopo la hit del 2023 e “Karma”, Stash e compagni rilanciano con “Pronto come va”, con lo zampino dell’onnipresente Davide Petrella. Annalisa, invece, dopo l’anti-tormentone dello scorso anno “Storie brevi”, insieme a Tananai, che aveva spiccato per classe e raffinatezza, con “Maschio” torna a vestire sonorità più spudoratamente pop: il pezzo mischia elettropop e italo disco ed è una hit nata, fin troppo orecchiabile.
La quota “lol” è rappresentata da Rovazzi, che dopo aver duettato nel 2023 con Orietta Berti su “La discoteca italiana” e lo scorso anno con Il Pagante su “Maranza”, per “Red flag” stavolta arruola Paola Iezzi e Dani Faiv. Fanno scelte più stilose Alfa e Shablo: il primo campiona Manu Chao e la sua “Me gustas tú” in “A me mi piace”, invece Shablo insieme a Guè, Joshua e Tormento rispolvera un sample originale in italiano di Stevie Wonder (“Non sono un angelo”, versione italiana del classico “I’m wondering”, 1969) per “Spirito libero”. E nel frullatore ci si infila, a sorpresa, anche Damiano David: con “Zombie lady”, l’ultimo singolo estratto dall’album d’esordio da solista “Funny little fears”, l’ex cantante dei Maneskin porta nel campionato quel pizzico di internazionalità che mancava.