Sabrina Carpenter: make pop music great again

La discussa star stasera a Milano: ecco perché c'è bisogno delle sue hit nel pop di oggi.
Sabrina Carpenter: make pop music great again

Simula rapporti sessuali a tre con i suoi ballerini, strusciandosi e mimando fellatio. Sfoggia corpetti in pizzo, intimo sexy. Fa spogliarelli. E racconta storie non edulcorate. Come quella di “Juno”, su una sedicenne che rimane incinta del suo migliore amico, o “Bed chem”, un inno all’intensa chimica sessuale tra due amanti pieno zeppo di riferimenti espliciti. Volgare, per alcuni. Necessaria, per altri. Come il New York Times, che l’ha definita «la ragazza che ha riportato il divertimento nella musica pop». Il successo di Sabrina Carpenter, che stasera arriverà all’Unipol Forum di Milano per l’unica data italiana del suo “Short n’ Sweet tour”, 11 mila biglietti polverizzati con oltre sei mesi di anticipo, è il segnale che il pubblico in questo momento della storia del pop ha voglia di musica come quella della 25enne cantante statunitense, all’opposto di ciò che è successo nelle classifiche negli ultimi anni: «Taylor Swift potrebbe aver conquistato le classifiche, ma Charli ha catturato lo zeitgeist, lo spirito del tempo», ha scritto la scorsa estate il Guardian incensando il fenomeno Charli XCX. E così Sabrina Carpenter, aggiungiamo.

Il partito delle "Brat girls"

L’ex stellina Disney è stata una delle prime, insieme a Chappell Roan (a proposito: le tre popstar saranno headliner del Primavera Sound di Barcellona, dal 5 al 7 giugno al Parc del Forum - sul palco può succedere di tutto), a iscriversi al virtuale partito delle “Brat girls”, le ragazzacce del pop che hanno fatto percepire come improvvisamente vecchia e superata Taylor Swift, che fino a un giorno prima infrangeva un record al giorno. E pensare che a (ri)lanciarla è stata proprio la voce di “Cruel summer”, che un anno e mezzo fa le fece aprire i concerti del suo “Eras tour” in Sud America, regalandole di fatto una seconda vita dopo gli esordi da icona delle teenager con la serie Disney Channel “Girl meets world”, che la fece esordire quando aveva solo 15 anni. Oggi le domande su Swift la scocciano: «Taylor? Le sono grata e non potrei mai paragonare la mia carriera alla sua», taglia corto lei. Con la sua musica Carpenter ha iniettato nel panorama pop una sfrontatezza che per troppi anni era mancata: forse per ritrovarla bisogna tornare ai tempi della Katy Perry degli anni d’oro, quella di “I kissed a girl” o “Hot n cold”. Bella, ribelle, anticonformista, seducente, teatrale ed esagerata. Non edulcorata, appunto.

I video sono un trionfo di fondoschiena 

Basti guardare il video di “Espresso”, la hit che esattamente un anno fa la catapultò in testa alle classifiche mondiali, oggi arrivata a più di 2 miliardi di streams su Spotify: è un trionfo di fondoschiena e tette che comincia con Sabrina che ruba una barca e che finisce con la popstar che, sdraiata sul cofano dell’auto e con addosso un body zuppo, si fa arrestare da un poliziotto. Quello di “Please please please”, il successo che ha fatto capire al mondo intero quanto le sue intenzioni fossero serie (1,3 miliardi di streams su Spotify), è l’ideale sequel della storia: al momento di uscire dal carcere Sabrina si innamora di un altro detenuto. Basta uno sguardo: è colpo di fulmine. Il detenuto non è un detenuto qualunque, ma Barry Keoghan, il suo (ex) fidanzato, attore visto in “Saltburn” e “Gli spiriti dell’isola”. Nel video Sabrina aspetta che il partner esca dal carcere, per poi comporre insieme a lui un’accoppiata da Bonnie e Clyde 2.0. Finisce male, però: Sabrina vuole essere lei la “boss”, così un giorno lo ammanetta e si porta via la chiavePitchfork, la Bibbia dell’indie, ha promosso l’album “Short n’ Sweet”, uscito ad agosto e arrivato a superare i 6 miliardi di ascolti complessivi a livello mondiale su Spotify, definendo Carpenter «rinfrescante, leggera, sfacciata ed intelligente».

L'influenza sulla società

Negli Usa la mossa di “tradire”, concettualmente parlando, Topolino (prima di lei lo avevano fatto Britney Spears, Miley Cyrus e Selena Gomez), l’ha resa un nemico pubblico. Con la tournée Carpenter ha attirato su di sé una marea di critiche: associazioni di genitori hanno puntato il dito contro la popstar accusandola di portare in scena concerti troppo «sessualmente spinti». Però le arene in cui ha fatto tappa erano tutte gremitissime: «Ci sono ancora bacchettoni che dicono la loro su come dovresti vestirti. A quelli rispondo: “Non venite ai miei concerti”», ha replicato lei. Che conquista anche i potenti. Nel Regno Unito all’inizio del mese sugli spalti della O2 Arena di Londra tra i fan c’era anche Rachel Reeves, la cancelliera britannica (ha fatto discutere l’opinione pubblica il fatto che Reeves sedesse in un settore in cui i biglietti costavano 600 sterline). A proposito: durante la campagna per le presidenziali statunitensi dello scorso anno, Carpenter ha appoggiato la candidata democratica Kamala Harris, poi sconfitta dal repubblicano Donald Trump alle urne. Secondo i dati rilasciati dalla piattaforma non-profit Head Count, è stata lei, e non Taylor Swift, l’artista che ha raccolto in assoluto più voti tramite il sito nei mesi di campagna: oltre 35 mila utenti registrati e oltre 260 mila quelli che sono arrivati sulla pagina tramite il link segnalato dalla popstar senza autenticarsi. «Mi dispiace per il nostro paese. E alle donne in sala dico: vi amo così tanto e spero davvero che per il resto della serata possiate divertirvi perché ve lo meritate assolutamente», ha detto all’indomani del trionfo di Trump, dal palco di uno dei suoi concerti.

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