Quando Tony Levin suonò con i Pink Floyd
Nel corso di una intervista con Vulture, il bassista Tony Levin ha spiegato come aiutò David Gilmour a mandare avanti i Pink Floyd dopo l'uscita dalla band di Roger Waters, collaborando all'album "A Momentary Lapse of Reason" pubblicato nel 1987.
Il 78enne baffuto musicista statunitense ha raccontato: "David Gilmour mi chiese di suonare il basso nell'album dopo che Roger Waters aveva lasciato la band, pensando che fosse giunta alla fine. Io non ero parte di nessuno degli intrighi interni alla band, ero solo emozionato di entrare in quel mondo tentando di suonare nel modo appropriato per il contesto dei Pink Floyd ma anche di rimanere in qualche maniera me stesso".
Levin ha spiegato che ci fu qualche difficoltà per adattarsi allo stile dei Pink Floyd. "Ricordo un'occasione in cui dovevo fare una lunga ripetizione di note e ne suonai qualcuna in più. Non sto parlando di un riff di basso veloce, sto parlando di un paio di note. Dopo la take, quando ci siamo riuniti per ascoltare, David disse sorridendo, 'Tony, nei Pink Floyd non devi fare quelle note extra.' Avevo avuto l'idea giusta, ma l'avevo fatta troppo in fretta. Lui mi stava dicendo silenziosamente, 'Tu non lo sai, ma noi sì'”.
A proposito delle sue collaborazioni - Tony Levin ha lavorato con David Bowie, John Lennon, Stevie Nicks, Tom Waits, solo per citarne alcuni - nel 2022 Mitch Lafon gli chiese se affronta ogni progetto allo stesso modo oppure se si prepara in modo diverso per ognuno. Il rocker rispose argomentando: "Bella domanda. Io non ho quella cosa di dire, 'Sono Tony Levin.' Probabilmente non mi sveglio e penso, 'Beh, io sono io, e questo è il modo in cui sono.' Di solito, voglio entrare ed ascoltare la musica. Ad esempio, non avevo ascoltato i Genesis prima di suonare la musica di Peter Gabriel. Non avevo ascoltato i King Crimson. Conoscevo Robert Fripp e stavo registrando sul suo album “Exposure”. Non avevo ancora sentito i King Crimson. I Pink Floyd... Non sono un esperto di Pink Floyd. Li avevo sentiti un po', ma in realtà li ho ascoltati un poco prima di entrarci. Ma soprattutto per divertimento, prima di iniziare la seduta di registrazione. Quindi sì, in qualche modo è una combinazione. Non ho nessun pensiero del tipo, 'Sono io e devo fare questo'. Ma ci sono quasi sempre dei demo che senti."