Assalti Frontali: un nuovo album nato in corteo per le strade

Militant A racconta “Notte immensa”: “Il genocidio in Palestina è stato la scintilla”.
Assalti Frontali: un nuovo album nato in corteo per le strade
Credits: Daria Addabbo

Perché fare ancora musica dopo trent’anni? “Perché è una terapia. In questo ultimo periodo sono successe cose tremende nel mondo, volevo riempire un vuoto. In giro non sentivo le parole che avrei voluto cantare. E così le ho scritte io”, dice Militant A. “Notte immensa” è il decimo album di Assalti Frontali, l'undicesimo se si considera “Batti il tuo tempo” con l’Onda Rossa Posse. Scritto e rappato proprio da Militant A, affiancato dal fido Pol G, il disco vede la partecipazione di giovani talenti della grande famiglia Assalti Frontali, come Er Tempesta, ormai membro stabile della band dal vivo, Piaga, noto anche come la Cazzo di Piaga o Snoop Dogg di Ciamarra, ed Ellie Cottino, una delle rapper emergenti più promettenti e impegnate della scena torinese. “Quest’anno è stato un anno duro, devi reagire, focus sulle rime” è il filo conduttore che lega tutte le canzoni del progetto e che ha spinto gli Assalti Frontali a scegliere proprio la traccia "Focus sulle rime" come singolo simbolo.

Un disco e un tema che nascono anche grazie ai laboratori che Militant A tiene da anni nelle scuole di ogni ordine e grado, esperienze che rappresentano occasioni preziose di confronto tra generazioni, ma le canzoni sono soprattutto sfogo naturale, come sangue che esce da una ferita. Gli Assalti Frontali d’altronde sono icone dell'hip hop old school e pionieri di un rap politico e sociale in Italia. Hanno sempre fatto della musica un veicolo di protesta e consapevolezza. “Il genocidio che sta avvenendo in Palestina è stato la scintilla, ma non solo – prosegue l’artista – il disco nasce anche grazie al confronto con i ragazzi più giovani e per questo motivo ha anche un sound più fresco. Mia figlia che fa la quarta liceo e che ascolta un altro tipo di rap rispetto al mio, mi ha proprio detto, ascoltando il disco: ‘questo è meglio’(sorride, ndr). ‘Notte immensa’ parla della nostra società, delle maschere che indossiamo, delle paure e delle ferite”.

Ci sono il quartiere, il barrio, i luoghi della socialità e della vita quotidiana, dove la musica diventa un ponte per unire, abbattere muri e contrastare il malessere che si diffonde come una malattia. In questo scenario, “Più che si può” affronta con chiarezza il tema delle relazioni tossiche e del possesso, mentre “Lascia la mente libera” esplora un argomento altrettanto urgente e doloroso, la fuga di molti giovani da tutto quello che li circonda, il ritiro nelle proprie case come difesa da una società che sembra incomprensibile e lontana. “Il problema della chiusura in se stessi dei giovani è a me molto caro, purtroppo è un processo che vedo sempre più attuarsi e che mi fa soffrire, con la musica cerco di portare avanti un risveglio, una scossa”, prosegue Militant A. A curare la produzione artistica, Luca D'Aversa presso l’Albero Recording Studio, con la collaborazione di Dsastro, una figura leggendaria delle produzioni Old School italiane, noto per il suo lavoro con Lou X e per aver contribuito alla realizzazione di alcuni dei brani più iconici degli anni '90. Il progetto è stato supervisionato anche da Bonnot, storico produttore degli Assalti Frontali, ora residente a Tenerife. “Ricordo che il 7 ottobre dello scorso anno eravamo a Roma a fare un concerto per la palestra popolare del Tufello, la mattina avevamo una riunione per organizzare il nostro live a Gaza previsto per il 6 gennaio. Concerto rinviato – ricorda Militant A - ho pensato ‘domani vado in studio e inizio il nuovo album e lo chiamerò Notte immensa’. La notte immensa è un grande buio, ma non è negativo, nel buio può nascere la resistenza, si vedono delle luci splendere e sono le nostre stelle polari che ci conducono nel cammino”.

Che cosa lo distingue dai precedenti? “È un disco meno pedagogico – conclude il rapper – c’è una dimensione personale che si inserisce in una comunitaria. Ci sono pezzi come ‘Sognatori’ che sono proprio nati ispirati dai cortei a cui ho partecipato in questi mesi. Per tanti anni ho prodotto musica e preso parte a manifestazioni, diventandone colonna sonora. Poi tutto questo mondo è diventato meno centrale nella mia vita fino a questo risveglio partecipativo mio e di tante altre persone che scioccate da quanto accaduto in Medio Oriente, e non solo, hanno deciso di far sentire la propria voce. Ecco, ‘Notte immensa’ parte da qui. La musica per me non è mai stata solo intrattenimento, è cultura, voglia di lasciare un segno. Io voglio lasciare il mio, magari anche piccolo, di fronte a quello che ci sta mettendo davanti la storia”.

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