La storia dei Soundgarden in 10 canzoni
È da poco in libreria "Niente specchi in camerino. La storia dei Soundgarden" (Tsunami) di Valeria Sgarella, già autrice di volumi sulla scena di Seattle e sui Mother Love Bone. In questo volume viene invece raccontata la storia dei Soundgarden, una delle band più importanti, se non la più importante, di quel periodo di rinascita del rock tra fine ann '80 e inizio anni '90 che ha avuto per epicentro Seattle e che per semplificazione viene chiamato "Grunge".
Ma si tratta di una scena e di un periodo ben più complessi, come racconta bene questo libro - scritto sul campo a Seattle e con interviste inedite a Kim Thayil e Matt Cameron nonché a molti altri personaggi coinvolti direttamente nella storia della band e della città. All'autrice abbiamo chiesto una playlist ragionata di 10 brani, che esulassero dai soliti classici - come introduzione alla storia della band. Eccoli: buona lettura e buon ascolto.
‘No Wrong, No Right’ (Louder Than Love)
Questa canzone apriva un set molto importante: quello del concerto che i Soundgarden tennero il 7 giugno 1986 al Rainbow Tavern di Seattle. A quel concerto era presente il futuro fondatore della Sub Pop, Jonathan Poneman, che si innamorò di loro e decise di pubblicare prima un singolo, poi un Ep con la futura etichetta.
‘Flower’ (UltramegaOK)
Il 16 aprile 1989, il video di questa canzone entrava nella rotazione del programma di MTV 120 Minutes, portando i Soundgarden, per la prima volta, nelle case di milioni di americani Pochi giorni più tardi, la band apprese che UltramegaOK aveva una nomination ai Grammy nella categoria ‘Best Metal Performance’.
‘Storm’ (Echo Of Miles – Scattered Tracks Across The Path)
Incisa per la prima volta durante le sessioni di Screaming Life (1986), fu suonata dal vivo dai SG pochissime volte, quando in formazione non c’era ancora Matt Cameron. Nel maggio 2014, il produttore Jack Endino, che aveva diretto quelle sessioni, rispolverò alcune canzoni rimaste ferme, tra cui questa. Cornell incise i suoi vocal e la canzone ebbe una seconda vita.
‘Hunted Down’ (Screaming Life)
Questa canzone, a tutti gli effetti, accese i radar della discografia sui Soundgarden. Era inserita in una compilation (mai commercializzata) dal titolo “Bands That Will Make Money”.
‘Fresh Deadly Roses’ (Echo Of Miles- Scattered Tracks Across The Path)
Incisa durante le sessioni di Louder Than Love, non trovò posto (inspiegabilmente) nella tracklist finale. Fece parte di un sampler pubblicato per il New Music Seminar nel 1991 e fu scelta come B-Side del singolo ‘Loud Love’.
‘Exit Stonehenge’ (Superunknown – Super Deluxe / B Sides & Rare)
B-side del singolo ‘Spoonman’ per il mercato britannico, era in origine un’outtake delle sessioni di Superunknown. Pezzo ingiustamente ignorato nella vasta produzione satirica dei Soundgarden. Il titolo fa il verso a “Enter Sandman” dei Metallica, e il riferimento a Stonehenge richiama una scena di This Is Spinal Tap.
‘Entering’ (Screaming Life)
La band suona per la prima volta questo pezzo al Moore Theatre di Seattle il 18 ottobre 1986 – primo live che li vede esibirsi davanti a più di trenta persone. Il pubblico sulle prime note dell’intro pensa di trovarsi di fronte a una cover di Bela Lugosi’s Dead dei Bauhaus, formazione a cui i Soundgarden saranno accostati spesso e volentieri nell’arco della loro carriera. La scelta di aprire proprio con questo pezzo già la dice lunghissima sul loro approccio al consenso del pubblico.
‘Room A Thousand Years Wide’ (Badmotorfinger)
Una delle pochissime canzoni della produzione dei Soundgarden a non avere input da Cornell. Le parole sono infatti di Kim Thayil e la musica è di Matt Cameron. È stato il primo pezzo inciso con Ben Shepherd in formazione. Prima di uscire come traccia di Badmotorfinger, fu pubblicata come 45 giri dalla Sub Pop, nel 1990.
‘Twin Tower’ (Echo Of Miles- Scattered Tracks Across The Path)
Pezzo strumentale scritto interamente da Matt Cameron durante le session di Louder Than Love. Non entrò nella tracklist dell’album.
‘Zero Chance’ (Down On The Upside)
Una di quelle canzoni che avrebbe meritato più attenzione, secondo la fanbase dei Soundgarden, anche per il suo testo fortemente evocativo. La band non la suonò mai dal vivo prima dello scioglimento del 1997 (complice il fatto che il tour di DOTU durò meno di un anno). In compenso,entrò nelle setlist spesso e volentieri dopo la reunion del 2011.
