Kamala Harris e i suoi gusti musicali
Sulla buona strada per assicurarsi l’ufficialità della nomination democratica per le prossime elezioni presidenziali americane dopo il ritiro di Joe Biden, la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris nel tempo ha dato mostra di avere conoscenze musicali e propri gusti.
Intanto anche il mondo musicale ha dato il proprio appoggio alla campagna elettorale della Harris partendo da Beyoncé che ha permesso l'utilizzo della sua hit "Freedom" negli eventi elettorali.
Ora ovviamente la neo candidata repubblicana è sotto la lente d’ingrandimento da cui non sfuggono nemmeno i suoi gusti e le sue conoscenze musicali. Qualche giorno fa, come ricorda il sito francese della rivista Les Inrockuptibles, è riapparso sui social network un video del 3 maggio 2023 che mostra l'ex procuratore generale della California (poi Vice Presidente e ora candidata alla Presidenza) mentre esce da Home Rule (HR) Records, un negozio di dischi di Washington D.C. specializzato in jazz, soul, reggae e altri generi del continente africano.
"Sono rimasto impressionato", ha detto Charvis Campbell, il proprietario del negozio che ha dichiarato anche che quando le ha consigliato un Coltrane, Kamala ha risposto che lei era più un tipo da Mingus. Sembrerebbe dunque preferire il contrabbasso al sax.
Kamala Harris nel video pubblicato su Instagram, estrai i suoi acquisti da un sacchetto e li mostra alla camera. Aveva appena comprato: “Let My Children Hear Music” di Charlie Mingus (1972), “Everybody Loves The Sunshine” firmato Roy Ayers Ubiquity (1976), che ha dichiarato essere il suo preferito di sempre e il classicissimo “Porgy And Bess” (1959), di Ella Fitzgerald e Louis Armstrong.
I tre vinili scelti da Kamala Harris per arricchire la sua collezione di dischi sono perfetti, dei classici, tre opere consacrate, riconosciute, apprezzate e amate, capisaldi della produzione di mostri sacri del jazz.
Però in un’altra occasione ha dato ben altra dimostrazione di preferenze musicali. Sempre lo scorso anno, dopo un viaggio in Africa per promuovere gli investimenti americani e l'innovazione nel continente, con tappe in Ghana, Tanzania e Zambia, la neo candidata alla carica di 47° Presidente degli Stati Uniti ha condiviso una playlist di 25 brani, per quasi un’ora e mezzo, con artisti africani, andando così oltre le classiche foto istituzionali.
In questa occasione la Harris ha cambiato registro. La playlist ovviamente punta sulla produzione musicale dei paesi africani visitati scegliendo (sicuramente aiutata) però esclusivamente brani recenti, per lo più sconosciuti al grande pubblico, ma da lei apprezzati. Ha dunque la capacità di saper spaziare tra i grandi classici e le novità del mercato. Sarebbe buona cosa applicare questo criterio anche in politica.